von mas 17.03.2026 11:00 Uhr

Comuni ladini e elezioni provinciali

Un intervento di Maurizio Troi, amministratore comunale di Col – Colle Santa Lucia, con Anpezo e Livinallongo  uno dei  comuni ladini staccati dal Tirolo Storico durante il periodo fascista e che, nonostante l’esito del referendum, sono ancora aggregati alla Provincia di Belluno ed alla Regione Veneto. Nell’imminenza delle elezioni per il Presidente della Provincia, che si terranno domani, Troi ha dichiarato: „Voterò solo nel caso in cui il sindaco candidato alla presidenza della Provincia di Belluno SOSTERRA‘ PUBBLICAMENTE la conclusione dell’iter amministrativo per il passaggio dei 3 Comuni alla Regione Trentino-Südtirol!“

Premesso che tutti gli amministratori locali della Provincia di Belluno il prossimo 18 Marzo saranno chiamati ad eleggere il presidente della Provincia – scrive Maurizio Troi nel suo intervento –  vorrei ricordare che tutti i sindaci, all’inizio del loro mandato, sono tenuti a rispettare il giuramento fatto in fase di insediamento che prevede di osservare lealmente la Costituzione italiana.

A questo proposito la costituzione italiana all’art. 132 comma 2 recita: „Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra.“

Considerando che:

– La popolazione Ladina dei 3 Comuni di Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana e Cortina d’Ampezzo ha potuto esercitare democraticamente il diritto di voto sulla questione del ritorno dei tre comuni dalla Regione Veneto alla Regione Trentino – Südtirol, con oltre l’80% dei voti favorevoli su una base di oltre il 70% di cittadini votanti.
– Che esiste la legge 482/99 sulla tutela delle minoranze linguistiche Storiche.
– Che Storicamente i 3 Comuni sono stati divisi forzatamente dalla loro Regione Storica di appartenenza con il Regio Decreto n.800/1923 imposto dal governo Fascista, tuttora in vigore.
– Che la popolazione Ladina dei 3 comuni da 19 anni attende una risposta dal parlamento italiano.
– Che un eventuale parere espresso del consiglio Provinciale non ha alcuna valenza giuridica in quanto, nel caso specifico la costituzione richiama al parere espresso dai cittadini residenti nell’ambito dei tre comuni. In questo ambito un eventuale parere sarebbe di fatto illegittimo, in quanto contrario ai principi costituzionali.
– Che il parere dei Consigli Regionali sono consuntivi e non vincolanti, infatti alle Regioni viene richiesto un parere senza carattere di vincolo. Non vengono utilizzati i termini „accordo“ o „intesa“.
– Che esistono già precedenti riguardanti il passaggio di Comuni fra Provincie (oltre 20) e da una Regione ad un’altra (3).

Dopo queste necessarie premesse – continua Troi –  in qualità di consigliere comunale chiamato al voto, voterò solo nel caso in cui il sindaco candidato alla presidenza della Provincia di Belluno SOSTERRA‘ PUBBLICAMENTE la conclusione dell’iter amministrativo per il passaggio dei 3 Comuni alla Regione Trentino-Südtirol, come dovere civico, democratico e politico di chi si candida a rappresentare questi tre comuni in sede provinciale.

In caso contrario, prenderò atto della volontà di agire in contrasto, oltre che all’art.132 comma 2, anche ai principi fondamentali della Costituzione Italiana contenuti nei seguenti articoli:
art 1. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
art 2. ..Si richiede l’adempimento della solidarietà politica…
art.6. La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Per questi motivi, oltre al fatto che la popolazione dei 3 Comuni Ladini rimarrebbe di fatto priva di rappresentanza politica, si porrebbe un problema di LEGITTIMITA‚ rispetto al ruolo pubblico che il candidato presidente andrebbe a ricoprire.

Non votare un presidente, che dovesse rifiutarsi di rispettare i principi costituzionali, sarebbe un atto dovuto nei confronti di quei cittadini che democraticamente si sono recati alle urne e da anni aspettano una risposta.

 

Nella tabella sottostante, l’esito del referendum

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