Lo schiaffo “tolomeico” (121)

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi…
Monthaler è piuttosto raro e sembra avere origini nella regione del Tirol, tra l’Austria e Südtirol. La parte „Month“ potrebbe essere una forma arcaica o dialettale che fa riferimento a un mese (probabilmente legato alla stagione o al periodo dell’anno), ma è anche possibile che derivi da un luogo chiamato „Month“ o simili. „Taler“, che in tedesco antico significa „valle“ o „valletta“, potrebbe fare riferimento a una località situata in una valle; quindi, potrebbe significare „persona originaria di una valle chiamata Month“ o qualcosa di simile. L’italianizzazione fu piuttosto scontata, con Montana. Moos ha un significato specifico nelle lingue germaniche, e il cognome potrebbe avere diverse radici, ma in generale è associato a una caratteristica geografica o naturale. In tedesco, la parola „Moos“ significa „mora“ o „palude“. Deriva dal termine medievale „mos“, che indicava un terreno umido o paludoso, come le torbiere o i mossi (tipi di terreni che si formano in zone umide, spesso ricoperti di muschio). Così, anche questo subì un percorso banale che confluì in un italico Paludi o, anche, ancora più ordinario Mosi… E stessa sorte subirono i vari cognomi Moosmair (con la variante Masadori), Moosmann, Moosmüller (con la variante Molinari), Mooswalder (con la variante Dalbosco o Silvani).
Moraier potrebbe essere legato a un luogo chiamato Mora o simile. La radice „Mora“ potrebbe derivare dal latino „mora“, che significa „sosta“, „ritardo“ o „dilazione“, ma più probabilmente si collega a termini che indicano una zona umida o una palude.
In molte lingue, tra cui il tedesco, „Mora“ o „Moor“ fa riferimento a paludi o terre umide, come già nel caso del cognome Moos. Quindi, Moraier potrebbe originariamente significare „persona proveniente dalla palude“ o „abitante della zona paludosa. Per Tolomei fu Marai. (continua)






