Cinemart

La dottoressa Marianne rimane colpita dalle confidenze di Tor, infermiere, sulle sue relazioni amorose e sessuali. Affascinata da questi racconti, Marianne inizia a mettere in discussione le norme sociali per capire quale significato possa avere per lei la parola intimità . Love mette in scena il desiderio dell’Altro e indaga il bisogno profondamente umano di entrare in relazione, scegliendo di affidare l’espressione dei sentimenti più alla parola che all’azione. La critica evidenzia come Dag Johan Haugerud privilegi il dialogo e l’osservazione rispetto al movimento narrativo, dando forma a un’opera più speculativa che passionale, in cui la lentezza diventa strumento di introspezione. Secondo ComingSoon, la forza del film risiede nella sua atmosfera pacata e ovattata: persino tradimenti e turbamenti vengono accolti e rielaborati con una compostezza quasi nordica, nella volontà di sciogliere ogni tensione attraverso un confronto adulto e civile. Il tono disteso e meditativo trasforma così il conflitto in occasione di dialogo, restituendo un’idea dell’amore come pratica di equilibrio e ascolto reciproco.
Anche Sentieri Selvaggi definisce l’opera un film teorico capace di interrogare il presente, offrendo riflessioni lucide sulla crisi della coppia tradizionale e sulla fluidità dei legami contemporanei. Eppure, a fronte di premesse solide, l’esposizione appare talvolta distante: la centralità dei lunghi dialoghi e il ritmo rarefatto mantengono lo spettatore in una dimensione più riflessiva che emotivamente coinvolgente. A questa interpretazione si affianca quella di Italia Libera, che descrive il film come una conversazione sull’amore ambientata in una Norvegia moderna fatta di città , traghetti e incontri fortuiti. La regia, attenta alle sfumature e ai silenzi, costruisce un racconto misurato e analitico, dove il dialogo diventa lo strumento privilegiato per interrogarsi sul significato dell’amare oggi. Ne emerge una sorta di dissertazione sull’antico desiderio di connessione, che rinuncia al pathos tradizionale per abbracciare una dimensione più cerebrale e contemplativa.
Proiezione in lingua originale con sottotitoli in italiano Cinemart è a cura del Nuovo Cineforum Rovereto. Ingresso Euro 5. Con tessera Nuovo Cineforum Rovereto Euro 3. Tessera Nuovo Cineforum Rovereto Euro 10.
Visione il 24 Febbraio, alle 20.45 all’Auditorium Fausto Melotti Rovereto






