Combattenti per la libertà sudtirolesi

Con profondo rispetto, il popolo tirolese china il capo davanti al combattente per la libertà sudtirolese Siegfried Steger. Con la sua morte, tutto il Tirolo perde una figura chiave della lotta per la libertà degli anni ’60, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla lotta per la libertà e i diritti della nostra terra. Siegfried Steger dovette morire in esilio perché lo Stato italiano, persino in età avanzata, gli negò il diritto di tornare nella sua natia, il Südtirol. Questo comportamento vergognoso, sia umanamente che politicamente, dimostra ancora una volta quanto sia scarsa la volontà di affrontare le ingiustizie storiche. Steger era uno dei „Puschtra Buibm“ che negli anni ’60 si opposero coraggiosamente all’oppressione dello Stato italiano. Attraverso azioni dimostrative, denunciarono il disprezzo per i diritti dei sudtirolesi e lottarono per l’autodeterminazione e la giustizia. Anche in età avanzata, Siegfried Steger si impegnò attivamente nel tenere conferenze e presentare libri per mantenere viva la lotta per la libertà degli anni ’60 e tramandare questo importante capitolo della nostra storia alle generazioni future. Particolarmente tragico è il destino dei „Puschtra Buibm“, accusati dell’omicidio del carabiniere Tiralongo, sebbene il crimine non sia mai stato chiarito. Qualche anno fa, l’ex carabiniere Bruno Budroni dichiarò pubblicamente che i „Puschtra Buibm“ non avevano nulla a che fare con l’omicidio di Tiralongo. Invece di dare ascolto alle sue affermazioni, lo Stato italiano distrusse le prove e impedì che i „Puschtra Buibm“ venissero scagionati.
Gli sforzi di Siegfried Steger e dei suoi compagni non furono vani. Furono i pionieri di una volontà di libertà che ora viene portata avanti da una nuova generazione. Tutto il Tirolo china il capo in segno di rispetto per i combattenti per la libertà degli anni ’60, e in particolare per Siegfried Steger. Il suo coraggio, la sua tenacia e il suo amore per la patria rimarranno indimenticabili.
Mit tiefer Ehrfurcht verneigt sich die Süd-Tiroler Freiheit vor dem Südtiroler Freiheitskämpfer Siegfried Steger. Mit seinem Tod verliert ganz Tirol eine prägende Persönlichkeit des Freiheitskampfes der 1960er-Jahre, einen Mann, der sein ganzes Leben dem Einsatz für die Freiheit und die Rechte unseres Landes gewidmet hat. Siegfried Steger musste im Exil sterben, weil ihm der italienische Staat selbst im hohen Alter die Rückkehr in seine Heimat Süd-Tirol verwehrte. Dieses menschlich wie politisch beschämende Verhalten zeigt einmal mehr, wie wenig Bereitschaft bis heute besteht, historisches Unrecht aufzuarbeiten.
Steger war einer der „Puschtra Buibm“, die sich in den 1960er-Jahren mutig gegen die Unterdrückung durch den italienischen Staat zur Wehr setzten. Mit demonstrativen Aktionen machten sie auf die Missachtung der Rechte der Süd-Tiroler aufmerksam und kämpften für Selbstbestimmung und Gerechtigkeit. Bis ins hohe Alter engagierte sich Siegfried Steger in Vorträgen und bei Buchvorstellungen, um den Freiheitskampf der 1960er-Jahre lebendig zu halten und dieses wichtige Kapitel unserer Geschichte an die nachfolgenden Generationen weiterzugeben.
Besonders tragisch ist das Schicksal der „Puschtra Buibm“, die für den Mord an dem Carabiniere Tiralongo beschuldigt wurden, obwohl die Tat nie aufgeklärt wurde. Vor wenigen Jahren ging der ehemalige Carabiniere Bruno Budroni mit der Aussage an die Öffentlichkeit, dass die „Puschtra Buibm“ mit dem Mord an Tiralongo nichts zu tun hatten. Anstatt diese Aussagen aufzugreifen, ließ der italienische Staat Beweismittel verschwinden und verhinderte die Rehabilitierung der „Puschtra Buibm“.
Der Einsatz von Siegfried Steger und seinen Mitstreitern war nicht umsonst. Sie waren die Vorreiter eines Freiheitswillens, der heute von einer neuen Generation weitergetragen wird. Ganz Tirol verneigt sich vor den Freiheitskämpfern der 1960er-Jahre und insbesondere vor Siegfried Steger. Sein Mut, seine Standhaftigkeit und seine Liebe zur Heimat werden unvergessen bleiben.






