von mas 18.02.2026 10:15 Uhr

Il Tirolo, Galateo e la SVP

Al vicepresidente nonchè assessore alla cultura italiana della Provincia di Bolzano Galateo (FdI) non sono piaciuti cartelli realizzati da Südtiroler Schützenbund e Heimatbund per dare il benvenuto ad atleti e pubblico olimpici; li ha definiti una provocazione.  Sulla questione interviene ora la SVP, con il segretario Stauder che invita a studiare la storia…

Foto SSB

„Le continue provocazioni messe in atto dagli Schützen e da Süd-Tiroler Freiheit, dalla campagna sulle pensiline degli autobus con la scritta „Grüß Gott in Tirol“ fino ai cartelli con la scritta „Tirol“ nelle aree interessate dagli eventi olimpici, rappresentano un fatto grave e irresponsabile“ – ha dichiarato nei giorni scorsi il vicepresidente della Provincia, nonchè assessore alla cultura ed all’istruzione italiana Marco Galateo (Fratelli d’Italia) – Queste iniziative danneggiano l’immagine del nostro territorio e rischiano di alimentare un’inutile antipatia verso l‘Alto Adige e gli altoatesini nel resto d’Italia“

L‚Alto Adige non ha bisogno di bandiere ideologiche né di provocazioni simboliche – conclude Galateo – ma di responsabilità. Se qualcuno continua a usare associazioni e corpi storici come strumenti di lotta politica, allora sarà legittimo aprire una riflessione seria sul ruolo e sui limiti di chi, di fatto, agisce come un partito politico pur non dichiarandosi tale”.

Le dichiarazioni di Galateo hanno – come facilmente immaginabile – sollevato il consueto polverone social, con i solti triti e ritriti commenti che vanno da „che i crucchi se ne vadano in Austria“, al „qui siamo in Italia, se  ne facciano una ragione“, conditi spesso da termini offensivi più o meno pesanti.

  • Foto: © SSB/Manuel Burgmann

In risposta e in tono pacato (come sempre, del resto) il Landeskommandant Christoph Schmid ha replicato che „stiamo parlando di una Terra che da quasi un millennio si chiama Tirol – Tirolo. Quando noi Schützen diamo visiblità a  questo nome storico, non si tratta né di una grave provocazione né di un gesto irresponsabile, ma dell’espressione di una realtà storica e di un’identità culturale. Chi vi scorge già un affronto dovrebbe chiedersi quanto sia solida la propria comprensione della storia.“

Sulla questione interviene ora la SVP che, per bocca del segretario Harald Stauder, prende decisamente posizione e si chiera con gli Schützen: „Le Olimpiadi sono un evento sportivo unico e, allo stesso tempo, un’occasione irripetibile per presentarsi come territorio. La parola Tirolo, cresciuta storicamente nel corso dei secoli, che comprende una terra e una matrice culturale, usata da sempre e ancora oggi nel linguaggio quotidiano, ha pieno diritto di essere rappresentata– afferma Stauder  – Furono i fascisti a vietare nel 1923  l’uso della parola Tirolo, e furono i fascisti – in particolare Ettore Tolomei – a ideare e introdurre un catalogo inventato di nomi per località e toponimi in Sudtirolo,  nomi che in gran parte non sono storicamente documentati né erano o sono in uso tra i cittadini sudtirolesi. Questo ‘angolino di pensiero’ dovrebbe farsi (velocemente e  silenziosamente) da parte prima che la situazione diventi ancora più imbarazzante. Pur respingendo completamente e senza riserve queste reazioni ed esternazioni nazionaliste, c’è almeno un elemento utile: ci offrono l’occasione di impartire ancora una volta una lezione di storia a chi urla – perché è evidente che c’è ancora molto bisogno di fare chiarezza storica.»

Attriti in coalizione?

La coabitazione in giunta provinciale fra SVP e Fratelli d’Italia non  pare essere così serena come potrebbe sembrare a prima vista… Ci saranno sviluppi?  O continuerà tutto come  sempre, per „assicurare la governabilità“?

E cosa succederà invece a Trento, con la „questione Marchetto“ ancora sul tappeto? Ci saranno sviluppi pure qui? O si farà di tutto per „mantenere gli equilibri“?

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