von mas 17.02.2026 11:00 Uhr

Primiero, inaugurata la Casa della Comunità

Ieri mattina a Tonadico è stata inaugurata la prima Casa della Comunità del Distretto est. Cerimonia alla presenza delle autorità e taglio del nastro … senza tanti PERCHE‘

Foto Ufficio Stampa PAT

La nuova Casa della Comunità di Primiero è stata ufficialmente presentata ieri  alla popolazione con una cerimonia inaugurale che ha visto la presenza delle più alte autorità provinciali e territoriali: il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina, il direttore generale di Asuit Antonio Ferro con la direttrice sanitaria Denise Signorelli, il direttore del Distretto est Enrico Nava, il presidente della Comunità di Primiero Bortolo Rattin, il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza Daniele Depaoli, la consigliera provinciale Antonella Brunet, insieme a rappresentanti della medicina generale, delle istituzioni locali del Primiero e della Valle di Fiemme.

Hanno partecipato all’evento anche l’ex assessore alla salute Stefania Segnana e il parroco di Primiero San Martino di Castrozza Don Giuseppe (che noi di UT24 abbiamo avuto il grande piacere di conoscere di persona in occasione della festa di rifondazione della Schützenkompanie Primör Giuseppina Negrelli) che ha benedetto la nuova Casa della Comunità.

La Casa della Comunità di Primiero serve i cittadini dei Comuni di Canal San Bovo, Imer, Mezzano, Primiero San Martino di Castrozza e Sagron Mis, per un totale di circa 9.500 abitanti. A questi si aggiungono le presenze turistiche, con una media giornaliera di quasi 3.000 persone tra turismo invernale nelle aree montane e turismo estivo prevalentemente nel fondovalle, caratterizzato anche da soggiorni prolungati e dalla presenza di numerose seconde case. La Casa della Comunità di Primiero rappresenta un caso particolare nel panorama provinciale: è infatti una struttura già consolidata da tempo, che ha richiesto solo interventi limitati, non finanziati dal PNRR, perché già coerente con i modelli organizzativi previsti dalla normativa sull’assistenza territoriale. Un presidio ancora più strategico considerando la distanza dai principali ospedali di riferimento — circa un’ora dall’ospedale di Borgo Valsugana e circa 40 minuti dall’ospedale di Feltre — che rende fondamentale disporre sul territorio di servizi sanitari e sociosanitari integrati.

Il Punto Unico di Accesso rappresenta la porta di ingresso ai servizi sanitari e sociali: accoglienza, orientamento, supporto amministrativo e valutazione dei bisogni permettono una presa in carico coordinata dei cittadini. Nella struttura operano i Medici di medicina generale organizzati in Aggregazione funzionale territoriale, un Pediatra di libera scelta e il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) per le ore serali, notturne e festive. Sono in sviluppo ulteriori progetti per ampliare l’accessibilità e le modalità di assistenza.

La struttura ospita anche diverse attività specialistiche ambulatoriali mediche e chirurgiche — tra cui cardiologia, pneumologia, neurologia, diabetologia, ortopedia, oculistica, ginecologia e odontoiatria. Sono inoltre attivi percorsi di teleconsulto tra medici di famiglia e specialisti. Dieci infermieri operano tra ambulatori, punto prelievi e assistenza domiciliare. Centrale sarà la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, orientata alla presa in carico dei pazienti cronici e alla promozione della salute. La struttura dispone di strumenti diagnostici come ECG ed ecografo e del punto prelievi attivo dal lunedì al venerdì. Sono allo studio ulteriori sistemi diagnostici rapidi per rafforzare la capacità di risposta territoriale. Attivo l’ambulatorio vaccinale per tutte le età, la consulenza per viaggiatori internazionali e programmi di screening oncologici e pediatrici. Sono inoltre sviluppate attività di educazione sanitaria e prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro. All’interno della struttura trovano spazio anche: il Consultorio familiare e il percorso nascita; il Centro di salute mentale, psicologia clinica e neuropsichiatria infantile; i servizi per le dipendenze, alcologia e antifumo; servizi riabilitativi territoriali; una postazione operativa di Trentino Emergenza 118 attiva 24 ore su 24.

La Casa della Comunità opera in stretta sinergia con la Comunità di Valle del Primiero per favorire l’integrazione tra sanitario e sociale, in particolare attraverso Spazio Argento, punto di riferimento per anziani e caregiver. Importante anche la collaborazione con le APSP del territorio: APSP San Giuseppe e APSP Valle del Vanoi. Tra gli obiettivi futuri c’è il rafforzamento della partecipazione della comunità locale attraverso tavoli di confronto tra professionisti sanitari, servizi sociali, enti locali, terzo settore e associazioni di cittadini, per sviluppare risposte sempre più aderenti ai bisogni reali della popolazione.

PERCHE'?

Ad intervenire per primo con un saluto ai sindaci e a tutti i presenti è stato il Presidente della Comunità di Primiero, Bortolo Rattin: «La sanità è un ambito particolarmente sentito dalla comunità e l’inaugurazione della Casa della Comunità di Primiero rappresenta prima di tutto un impegno verso le persone. Oggi inauguriamo una struttura, ma ciò che conta davvero sono i servizi e la capacità di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini, spiegando con chiarezza il percorso, le soluzioni e l’organizzazione messe in campo. La sfida ora è rafforzare la collaborazione tra tre attori fondamentali — azienda sanitaria, medici di medicina generale e servizi sociali — che insieme possono garantire un’assistenza più efficace e vicina alla popolazione. Come amministratori locali continueremo a impegnarci per una copertura medica sempre più ampia, con l’obiettivo di arrivare a una presenza sulle 24 ore: in un territorio distante dall’ospedale è fondamentale poter gestire sul posto i bisogni meno urgenti, alleggerire i pronto soccorso e offrire risposte tempestive, restando davvero vicini alla nostra gente».

Parole concrete per il Presidente della Comunità; Sindaco di Primiero San Martino che non sente il bisogno di bardarsi di fasce tricolori per l’occasione (in effetti, non si trattava di un conferimento di cittadinanza, ma dell’inaugurazione di un servizio alla comunità); nastro con i colori della Provincia.

Una volta tanto,  ci chiediamo solo PERCHE‘ in Primiero sembra tutto così semplice, mentre spesso e altrove … no?

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