von fpm 18.02.2026 16:00 Uhr

Ganglegg (3)

Un insediamento preistorico a Schluderns considerato un riferimento insostituibile per comprendere le società montane preistoriche e le prime comunità agricole e fortificate nelle Alpi.

Foto FB, elab grafica fpm

Il luogo di culto. Circa 100 m a sud-ovest del Ganglegg si trova un piccolo colle separato dall’insediamento da un solco vallivo, detto comunemente „Hahnehütter Bödele„. Li si trovava il luogo di culto del villaggio dell’età del bronzo. L’elemento essenziale era l’altare sacrificale, alla base del quale troviamo l’idea dell’azione purificatrice del fuoco. I sacrifici offerti probabilmente ad intervalli regolari avevano lo scopo di tener lontani dalla comunità tutti i possibili pericoli e di assicurare la base economica anche per il futuro, ingraziandosi il favore degli dèi. Il sacrificio più importante era quello di animali, testimoniato dal ritrovamento di numerose ossa carbonizzati. Dobbiamo ritenere però che venissero offerte anche altre oblazioni, come cereali e bevande. Gli animali, di cui si sacrificavano il cranio e le ossa delle zampe, erano perlopiù bovini, pecore, capre ed in numero limitato maiali. Il luogo di culto venne frequentato per circa 450 anni. Le ossa di animali bruciate venivano sempre ammucchiate nello stesso posto. Così nel corso del tempo si formò un cumulo del diametro di circa 10 m, alto circa 1,4 m. Con molta probabilità gli animali venivano bruciati su un al- tare di pietra ai piedi del colle. La gran- de quantità di ossa permette di supporre che questo luogo di culto fosse frequentato da un’intera vallata come la Vinschgau e non solo dagli abitanti del Ganglegg. Accanto al cumulo di ossa si trovava un edificio di 13 x 7,8 m. Dei frammenti di ceramica e delle ossa animali non bruciate ci permetto- no di dedurre che in questa casa si riunisse una comunità cultuale.

Quando intorno al 1000 a.C. l’insediamento sul Ganglegg venne abbandonato, anche il luogo sacrificale venne sistematica- mente sgomberato. Dapprima si ricopri il deposito di ossa con uno strato di sassi, infine su tutto il colle si sparse un miscuglio di argilla e sabbia. Nel V sec. a.C., in Südtirol e nel Trentino settentrionale nasce una cultura particolare cui gli specialisti hanno dato il nome di Fritzens-Sanzeno, dalla località Fritzens nel Titolo del Nord e Sanzeno in Val di Non. Inizialmente questa cultura era contrassegnata da forti influssi padani, ma dal III sec. a.C. si notano soprattutto influssi nordici, celtici, evidenti in particolar modo nell’abbigliamento e nelle armi. A partire da questo periodo la cultura di Fritzens-Sanzeno cominciò a prender piede anche nel Tirolo del Nord. Il legame in quest’area culturale è evidente nei reperti archeologici, soprattutto nelle ceramiche e nell’edilizia; un risultato culturale di rilievo è rappresentato dall’adozione dell’alfabeto in uso nell’area padana, adattato però alla propria lingua.

Nel primo periodo della cultura di Fritzens-Sanzeno, in Vinschgau il centro era localizzato sul colle di Tartscher Bühel (Bichl, in dialetto tirolese), dove è stata provata l’esistenza di un ampio insediamento, quasi una cittadina estesa su 18 ettari circa, che aveva un proprio luogo di culto e poteva ospitare 1500 persone circa. (continua)

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