von mas 13.02.2026 11:00 Uhr

Cittadinanza per gli emigrati „Imperiali“

Nel corso della seduta di mercoledì, Il Consiglio regionale ha  preso in esame anche l’ordine del giorno  „Riesame delle istanze dei discendenti degli emigrati dai territori dell’ex Impero austro-ungarico in relazione alle modifiche introdotte dal decreto-legge n. 36/2025 sulla cittadinanza“, presentato dai consiglieri del TeamK

Il Consiglio Regionale (Foto dalla pagina web)

Il decreto chiede che Parlamento e Governo italiani siano sollecitati a: considerare con attenzione le istanze e i diritti dei discendenti degli emigrati partiti prima del 1920 dal Trentino (l’ex Tirolo italiano), dal Sudtirolo e e dalla Venezia Giulia (l’ex Litorale austriaco), con particolare riguardo a coloro che hanno ottenuto la cittadinanza in base alla legge n. 379 del 14 dicembre 2000; modificare con urgenza il decreto-legge n. 36 del 28 marzo 2025 per ripristinare la piena trasmissibilità della cittadinanza ai discendenti delle comunità del Trentino, del Sudtirolo e della Venezia Giulia, eliminare le tre discriminazioni sorte e garantire certezza del diritto e pieno riconoscimento della cittadinanza italiana a queste comunità.

Il decreto italiano citato ha infatti limitato la possibilità di richiedere la cittadinanza: dalla terza generazione (nipoti dei nipoti) non sono più ammesse domande; la trasmissione della cittadinanza ai figli da parte di chi l’ha acquisita tramite la legge 379/2000 è drasticamente ridotta; i minorenni nati prima del 24 maggio 2025 e non ancora registrati nei consolati perdono la cittadinanza italiana; i loro figli, inoltre, non possono accedere ai percorsi alternativi di riacquisizione disponibili per altri fino al maggio 2026.

Sven Knoll (Süd Tiroler-Freiheit) ha espresso dubbi sul modo di affrontare il tema ma ha anticipato che appoggerà comunque il testo in discussione. Zeno Oberkofler (Verdi) ha detto che il tema della cittadinanza è un tema enorme ma che andrebbe posto ed esaminato con maggiore chiarezza. Ha richiamato, ad esempio, i figli degli emigrati italiani che studiano in Italia ma non possono ottenere la cittadinanza. Almeno per loro, lo Stato dovrebbe trovare presto una soluzione.

La vicenda degli emigrati austro-ungarici originari del Trentino è poco nota in Italia, ma molto sentita in Trentino, ha spiegato Michele Malfer di Campobase. Gli emigrati trentini non hanno la stessa possibilità di naturalizzazione riconosciuta a quelli provenienti da altre regioni italiane.

Francesca Gerosa di Fratelli d’Italia ha sostenuto l’impostazione generale, ma ha rilevato che il testo necessita ancora di alcune migliorie. Ha chiesto quindi ai proponenti di sospendere l’esame della proposta, anche perché sono in corso interlocuzioni con Roma.

La proposta di Gerosa è stata accettata. Il decreto tornerà quindi sul tavolo in una prossima seduta del Consiglio Regionale

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