Strade forestali e danni da fauna

La Terza Commissione permanente del Consiglio provinciale, presieduta da Vanessa Masè (La Civica), è stata chiamata a esprimere il proprio parere su due proposte di deliberazione della Giunta provinciale
Nuove regole di accesso per le forestali B e piante officinali
L’assessore Roberto Failoni ha illustrato il provvedimento, spiegando che il testo recepisce due correttivi proposti in Commissione che ampliano in modo circoscritto le possibilità di transito sulle strade forestali di tipo B, consentendo l’accesso ai parenti di primo grado e portando da 90 a 120 giorni il periodo di transito per il raggiungimento delle attività agrituristiche, ricordando che il testo è stato aggiornato anche alla luce delle mozioni approvate in aula presentate dal consigliere Daniele Biada (FdI) e Antonella Brunet (Lista Fugatti).
Sul fronte ambientale, il regolamento aggiorna l’elenco delle specie raccoglibili, includendo 13 nuove piante officinali ed escludendo il fiordaliso, considerato particolarmente raro. A illustrare le specifiche tecniche, la dirigente dell’UMSE supporto in materia di foreste e difesa del suolo, Ilaria Viola.
Nel dibattito, Roberto Stanchina (Campobase), favorevole al testo, ha però chiesto chiarimenti sul quadro complessivo: «Serve sapere quante sono le strade di tipo B e dove si trovano: il rischio è un’apertura di fatto troppo ampia, con un aumento eccessivo dei veicoli». La dirigente Viola ha spiegato che si tratta di una norma che va a regolamentare meglio quanto già avviene, permettendo inoltre ai Comuni un censimento preciso, senza di fatto aumentare il numero di veicoli che già oggi accedono su queste strade. Per Michela Calzà (Pd del Trentino) le strade forestali di tipo B sono spesso sovrapponibili ai tracciati e percorsi escursionisti e mtb, quindi vedo una preoccupante apertura della circolazione a motore in montagna e quindi la commistione con bikers e pedoni, soprattutto nelle zone ad alta densità turistica. Ha quindi chiesto all’assessore chiarimenti in merito alla responsabilità che resterà in capo ai proprietari sia per le condizioni e percorribilità di questa tipologia di strade e in caso di incidenti e alla facoltà dei comuni di adottare il regolamento. Il consigliere Daniele Biada (FdI) ha rivendicato il rafforzamento del ruolo degli enti locali: «È il Comune a decidere se una strada forestale è di interesse pubblico: questa modifica aumenta l’autonomia e le possibilità di gestione del territorio, aumentando anche i possibili introiti». Di segno favorevole l’intervento di Roberto Paccher (Lega), che ha parlato di una misura di buon senso: «È un provvedimento necessario che aiuta concretamente le famiglie trentine: stupisce che su questo tema ci sia ancora da discutere».
In chiusura, la presidente della Commissione Vanessa Masè (La civica) ha richiamato il quadro normativo: «La legge è chiara nel definire le competenze: i Comuni hanno piena facoltà di stabilire le proprie regole all’interno dell’impianto normativo che consente e risponde alle esigenze delle famiglie». Dopo una breve sospensione chiesta dal consigliere Stanchina, la consigliera Michela Calzà ha specificato che i Comuni potranno intervenire solo con un divieto di transito, dicendo che “il regolamento non è così chiaro su questo punto”. Sul tema delle piante officinali ha riconosciuto un gran lavoro e ha ringraziato per l’attenzione che c’è su questo tema. Ha annunciato voto di astensione.
Il parere è stato approvato con 5 voti favorevoli e 1 astensione.
Risarcimento danni da cinghiali
Per il servizio agricoltura è intervenuto il dott. Marco Zucchelli, direttore del Ufficio economia e politica agraria che ha ricordato che si tratta di un intervento che ha lo scopo di concorrere in particolare sull’emergenza cinghiali che sempre più danneggiano i prati e pascoli. La nuova norma riduce l’entità in tema di spesa minima in caso di indennizzi, ora portata a 500 euro, poiché si è riscontrato che molti dei danni causati erano sotto soglia (prima 1000 euro), ricordando che non intervenire ripristinando può causare effetti permanenti e ricorrenti ai pascoli e alle coltivazioni estensive, sia privati, sia pubblici, con un danno paesaggistico oltre che economico. Gli indennizzi coprono il 70% del danno accertato, percentuale che sale al 90% in caso di danni causati dai cinghiali. Gli aiuti sono concessi nel rispetto della normativa europea sugli aiuti de minimis in agricoltura, con un massimale di 50 mila euro per impresa unica nell’arco di tre anni. Ha spiegato che così si può davvero incidere con un aiuto per gli agricoltori.
La presidente della Commissione Vanessa Masè (La Civica) ha parlato di un intervento atteso e necessario soprattutto per i giovani agricoltori e ha parlato della necessità di ragionare anche sul settore dell’allevamento delle specie avicole. Sul punto la consigliera Eleonora Angeli (Lista Fugatti) ha parlato di un problema, quello dei cinghiali, che finalmente si sta iniziando a risolvere, ricordando che non vi sono solo i grandi carnivori. La consigliera Michela Calzà (Pd del Trentino), esprimendo voto favorevole, ha detto che si tratta di un passo in avanti anche per quanto riguarda la prevenzione. Accolta con positività la delibera anche dal consigliere Roberto Stanchina (Campobase) che ha ricordato come a volte i danni superino il valore del raccolto e ha chiesto le statistiche per avere dati su cui lavorare in futuro. La presidente Masè, accogliendo la proposta, li ha chiesti per tutta la commissione.
Parere unanimemente favorevole.






