von fpm 20.02.2026 06:45 Uhr

L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (13)

Una delle manifestazioni più ricche e originali del Gotico alpino. Tra Duecento e Quattrocento il territorio apparteneva in gran parte al principato vescovile di Trento, alla contea del Tirolo e ai domini dei conti del Tirolo e Asburgo.

Foto web, elab grafica Flavio Pedrotti Moser

La Hofkirche di Innsbruck, un capolavoro del gotico tirolese, conosciuta anche come “Schwarzmander-Kirche” (chiesa degli uomini neri), è uno dei monumenti più significativi del Tirolo e una delle più importanti testimonianze dell’arte tardo gotica nell’area alpina. Celebre per il monumentale cenotafio dell’Imperatore Massimiliano I, la chiesa rappresenta un punto d’incontro tra Gotico e Rinascimento, con una forte impronta stilistica gotica che ne definisce l’identità architettonica e spirituale. Costruita tra il 1553 e il 1563 per volontà di Ferdinando I, la Hofkirche nasce in un’epoca di transizione artistica. Nonostante la diffusione del linguaggio rinascimentale, l’edificio conserva una marcata impronta tardo gotica, evidente soprattutto nella struttura architettonica. L’interno presenta una navata unica slanciata, tipica del gotico alpino, con proporzioni verticali che guidano lo sguardo verso l’alto, evocando l’elevazione spirituale. Le volte a crociera costolonate creano un ritmo armonico e solenne, mentre la luce filtrata dalle finestre contribuisce a un’atmosfera raccolta e meditativa.

Il gotico della Hofkirche non è solo uno stile costruttivo, ma un linguaggio simbolico: verticalità, tensione ascensionale e sobrietà degli spazi sottolineano la dimensione sacra e la funzione commemorativa della chiesa. Al centro della chiesa si erge il maestoso cenotafio di Massimiliano I, uno dei più importanti monumenti funerari dell’Europa del XVI secolo. Sebbene l’imperatore sia sepolto altrove (a Wiener Neustadt), il monumento di Innsbruck rappresenta la realizzazione della sua ambiziosa visione celebrativa. La struttura in marmo nero è sormontata dalla figura inginocchiata dell’imperatore in preghiera, secondo una sensibilità ancora profondamente gotica nella spiritualità e nella postura devozionale. Attorno al sarcofago si sviluppano 24 rilievi in marmo bianco che narrano episodi della sua vita, introducendo elementi narrativi e prospettici di gusto rinascimentale.

Il dialogo tra Gotico e Rinascimento è evidente: alla drammaticità e alla tensione verticale gotica si affianca un nuovo interesse per il realismo, la celebrazione storica e la rappresentazione individuale tipica del Rinascimento. Il soprannome “Schwarzmander-Kirche” deriva dalle 28 statue bronzee che circondano il cenotafio. Queste figure monumentali, più grandi del naturale, raffigurano antenati, sovrani ed eroi legati alla genealogia reale o simbolica di Massimiliano I.

La loro imponenza e la disposizione solenne lungo la navata amplificano l’effetto scenografico gotico: sembrano custodi silenziosi, quasi presenze vive che vegliano sull’imperatore. Il contrasto tra il bronzo scuro delle statue e la pietra chiara dell’interno rafforza l’impatto visivo e drammatico, tipico della sensibilità tardo gotica.

Oltre al monumento imperiale, la Hofkirche custodisce anche la tomba di Andreas Hofer, eroe tirolese della resistenza contro Napoleone, rendendo la chiesa un importante luogo identitario per la regione. La Hofkirche non è soltanto un monumento celebrativo: è un capolavoro del gotico tirolese maturo, arricchito da elementi rinascimentali, che testimonia la transizione tra due epoche artistiche. La verticalità, la solennità dello spazio e la potente carica simbolica fanno della “Chiesa degli uomini neri” uno dei luoghi più suggestivi e significativi dell’arte europea del XVI secolo.

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