Briciole di Memoria: Lo Standschütze Wilhelm

Il Foglio Annunzi Legali inizia le sue pubblicazioni il 10 maggio 1919 quale supplemento al Bollettino Ufficiale del Governatorato di Trento, che dal settembre dello stesso anno diventa il Commissariato Generale per la Venezia Tridentina.
Oltre a editti e pubblicazioni ufficiali, sul FAL appaiono anche le informative sull’avviamento e sulla conclusione delle procedure di dichiarazione di morte: si tratta per la quasi totalità dei casi, di soldati dispersi sui vari scenari della guerra: dalla Galizia ai Balcani, dalla Romania al nostro fronte, quello tirolese. Le notizie pubblicate sono spesso scarne, talvolta invece – incrociandole con quelle contenute nei registri parrocchiali, in quelli dei curati da campo, nelle liste delle perdite oppure nell’Ehrenbuch – permettono di ricostruire quasi completamente “piccole storie” di morte e disperazione, minuscoli tasselli personali e familiari della grande tragedia collettiva che si abbattè sulla nostra Terra e su tutta l’Europa.
Ne raccontiamo qualcuna, con l’intento di contribuire, nel nostro piccolo, ad accendere qualche “lume di candela” sul nostro passato e sulla nostra storia. Oggi narriamo quella di Wilhelm Zelger da Montiggl, morto a guerra finita in prigionia italiana.
Wilhelm Zelger nasce al civico 179 di Montiggl, il 7 marzo 1882, figlio di Balthasar e di Anna nata Lanzelin. A Montiggl vive e lavora; in campagna, in paese, con la famiglia, gli amici, i vicini di casa; magari ha una morosa, o forse non pensa ancora a metter su famiglia: di fatto non si sposa, almeno, non fino al 1914, quando scoppia la guerra e tutto cambia.
Wilhelm non parte subito con gli uomini diretti al fronte orientale. Ma quando il Regno d’Italia ci dichiara guerra, pensando che conquistare il Tirolo ed arrivare a Trento, a Bolzano, a Innsbruck e da lì pure a Vienna sia una cosa semplice e veloce, lui come tanti corre a difendere la Heimat. Forse è già uno Schütze, o magari un vigile del fuoco, e spara solo quando va a caccia… Ma quando scocca l’ora, Wilhelm infila la montura, prende zaino e fucile e parte con gli Standschützen del Battaillon Kaltern. E quello che sembra impossibile, riesce. Gli Standschützen, spesso solo uomini male in arnese, vecchi, ragazzini, fermano il Regio Esercito Italiano, si attestano sulla linea difensiva e non cedono neanche un metro di Heimat al nemico.
Resistono fino alla fine, quando con l’armistizio dall’entrata in vigore „farlocca“. tutto crolla. Il 3 novembre per noi è già arrivata la pace, per l’Italia sembra che la guerra cominici solo allora. Migliaia dei nostri soldati vengono presi prigionieri a guerra finita; fra di loro c’è anche Wilhelm.
Incolonnati fra pioggia e fango, affamati e sconvolti da quelle ore di „rebalton“ che hanno capovolto tutto il loro mondo, i prigionieri vengono condotti in campi allestiti in fretta e furia, in qualche maniera, sparsi qua e là per il Regno. Mancano tende, baracche, paglia, coperte; il freddo dell’inverno, il cibo ancora più scarso che al fronte, l’igiene inesistente e le malattie che contagiano centiania di uomini ogni giorno che passa, stroncano la resistenza di chi, fino ad allora, aveva tenuto duro, con le unghie e con i denti, per salvare Vaterland, Heimat e vita.
Il 31 gennaio 1919 Wilhelm Zelger muore nell’ospedale militare di Alessandria. La guerra è finita tre mesi prima, ma non per tutti, non per lui.
Dal Foglio Annunzi Legali
Nell’edizione del Foglio Annunzi Legali pubblicata il giorno 21 mggio 1921, appare l’annuncio (ancora in versione bilingue, sia in italiano che in tedesco, e con la toponomastica originale, mentre i nomi propri sono già italianizzati) dell’avviamento della procedura allo scopo della “dichiarazione di morte di Guglielmo Zelger, figlio di Baldesare e Anna Landelin, nato a Montiggl – Appiano, ai 7 marzo 1882, il quale nel maggio 1915 si presentò sotto le armi presso i tiratori d’oltre Adige (Überetscher Standschützen), fu fatto prigioniero dagli italiani ai 5 novembre 1918, cadde ammalato di dissenteria ed è scomparso dal dicembre 1918
(…)
viene avviata su richiesta di Baldassare Zelger ora a Termeno la procedura allo scopo della dichiarazione di morte del disperso“
Qualche altra notizia
Oltre al Foglio Annunzi Legali, abbiamo trovato informazioni sulla vita (e sulla morte) di Wilhelm Zelger nel Tiroler Ehrenbuch: „Standschützen Baon Kaltern – Morto in prigionia di guerra italiana a Brecica (“) il 19 dicembre 1919″
Invece, nell‘ „Elenco dei militari appartenenti agli eserciti austro-ungarico, bulgaro, germanico e turco … deceduti durante la prigionia di guerra in Italia“ risulta un „Soldato Zelger Wilhelm figlio di Barthasar, nato nel 1882 a St. Michele, morto il 31 gennaio 1919 all’ospedale militare di Alessandria“






