Briciole di Memoria: Emanuele, caduto… dove?

Il Foglio Annunzi Legali inizia le sue pubblicazioni il 10 maggio 1919 quale supplemento al Bollettino Ufficiale del Governatorato di Trento, che dal settembre dello stesso anno diventa il Commissariato Generale per la Venezia Tridentina.
Oltre a editti e pubblicazioni ufficiali, sul FAL appaiono anche le informative sull’avviamento e sulla conclusione delle procedure di dichiarazione di morte: si tratta per la quasi totalità dei casi, di soldati dispersi sui vari scenari della guerra: dalla Galizia ai Balcani, dalla Romania al nostro fronte, quello tirolese. Le notizie pubblicate sono spesso scarne, talvolta invece – incrociandole con quelle contenute nei registri parrocchiali, in quelli dei curati da campo, nelle liste delle perdite oppure nell’Ehrenbuch – permettono di ricostruire quasi completamente “piccole storie” di morte e disperazione, minuscoli tasselli personali e familiari della grande tragedia collettiva che si abbattè sulla nostra Terra e su tutta l’Europa.
Ne raccontiamo qualcuna, con l’intento di contribuire, nel nostro piccolo, ad accendere qualche “lume di candela” sul nostro passato e sulla nostra storia. Oggi narriamo quella di Emanuele Ceschini, originario di Lasino, che viveva a Trento e che morì…?
Emanuele Lorenzo Ceschini nasce a Lasino il 5 settembre1878. Presto lascia il suo paese e si stabilisce a Trento. Lì vive nei presi del Duomo, fra le strade che formano il cuore antico della città. Dimentica le origini contadine e diventa operaio. Nella primavera del 1911 sposa Giuseppina Braces. Il matrimonio viene celebrato nella Cattedrale di San Vigilio, la donna infatti è della Parrocchia di San Vigilio. Non sono ragazzini, lui ha 33 anni, lei uno di più. Forse è questo il motivo per cui, subito, non hanno dei figli. Se non ne avranno mai, il motivo è la guerra…
Quando scoppia il conflitto, Emanuele non viene richiamato con i primi, quelli che già nell’agosto del 1914 affollano la stazione di Trento e salgono sui treni diretti in Galizia. Ma quando il Regno d’Italia dichiara guerra a quelli che fino a poche settimane prima erano i suoi alleati, anche Emanuele deve partire.
Destinazione… e qui inizia il groviglio, quello che non siamo riusciti a districare.
La guerra di Emanuele dura poco: parte a maggio; scrive a casa alcune lettere, alcune cartoline. Poi, a ottobre dello stesso anno, scompare. La sua ultima missiva arriva alla famiglia a ottobre 1915. Da allora… soltanto il nulla.
Dal Foglio Annunzi Legali
Nell’edizione del Foglio Annunzi Legali pubblicata il giorno 21 maggio 1921 appare l’annuncio dell’avviamento della procedura allo scopo della “dichiarazione di morte di Emanuele Ceschini fu Antonio d’anni 43 (NdR: al momento della pubblicazione del decreto) richiamato sotto le armi nel maggio 1915, che fu sulla fronte della Pusteria e diede notizie di sè l’ultima volta il 24 ottobre 1915
(…)
viene avviata sopra domanda della moglie Giuseppina Ceschini nata Bracies la procedura allo scopo della dichiarazione di morte del sunnominato Emanuele Ceschini, allo scopo venga dichiarato sciolto il matrimonio dell’assente con Giuseppina Bracies.
Qualche altra notizia
Nei registri dei caduti tenuti dai Feldkurate abbiamo trovato un’annotazione completamente discordante. Il 2 novembre 1915, il curato assegnato alla 5. Feldkompanie del 26. K. u. k. Infanterie Regimento Nr. 26, di stanza in Galizia, annota la morte di Emanuele Ceschini a Gaje Roztockie, in Galizia. Caduto in combattimento, si legge nel registro, e sepolto nella tomba 17 del Militärfriedhof sito a nordest della Quota 379.
Il villaggio, che allìepoca contava poche centinaia di abitanti, tutti evacuati e trasportati nei campi profughi della Niederösterreich, e che era stato completamente distrutto nei primi mesi di guerra, si trova ora in Ucraina, circa 120 chilometri a est di Leopoli.
Forse Emanuele all’inizio era stato assegnato alla difesa della Heimat, sul fronte italiano, nella zona del Lagazuoi. E poi, magari, dopo aver scritto da lì quell’ultima lettera, era stato trasferito al fronte galiziano, per cadere nella sua prima battaglia contro l’esercito russo… Se è così, quando finalmente finirà la guerra che, oggi come centodieci anni fa, sta imperversando in quei luoghi, forse qualcuno potrà andare a cercare la sua tomba. O, per lo meno, arrivarci davvero vicino, e raccogliersi in preghiera…






