Lo schiaffo “tolomeico” (117)

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi…
Matzneller ha diverse interpretazioni. Chi lo fa derivare da “Matz”, usato come nome proprio o soprannome, quindi appartenenza o discendenza (“quelli di Matz”). Altri lo identificano con un luogo o una caratteristica abitativa/professionale (chi viveva o lavorava in un certo posto), in questo caso Matznell. Per Tolomei divenne Marcenelli, anche questo, come tanti “cognomi” architettati da Tolomei, inesistente in Italia. Il cognome Matzhol è raro e di chiara impronta germanica alpina, con origine molto probabile nell’area tirolese ed è formato da Matz (forma abbreviata e dialettale di Matthias (Mattia) e-hol / -holz che deriva dal tedesco Holz, che significa “bosco” o “legno”. Nei dialetti alpini la z finale cade spesso, diventando hol o holl. Il cognome Matzhol è quindi molto probabilmente toponimico, cioè legato a un luogo, e può significare: “Mattia del bosco” oppure “quello che vive presso il bosco di Matz”. In pratica indicava una persona o una famiglia che: abitava vicino a un bosco o proveniva da un maso/fattoria chiamato qualcosa come Matzholz o simile. Ed eccolo italianizzato in Mazzoli.
Maueracher (anche Maurer) è toponimico–descrittivo, formato da due elementi tedeschi molto comuni: Mauer, “muro”, “muraglia” oppure struttura in pietra. Nei cognomi alpini può riferirsi a un luogo fortificato, a un muro di confine oppure a una zona rocciosa o terrazzata con muri a secco; –acher / -acker. Deriva da Acker, che significa “campo”, “terreno coltivato” e indica chi vive o lavora in un certo campo/appezzamento. Il significato più plausibile di Maueracher è: “abitante del campo presso il muro” oppure “colui che vive/lavora nel terreno vicino alla muraglia”. Morari o Murari per Tolomei.
Mayr (anche Maier, Mayer, Meier, Meyer) è uno dei più antichi e diffusi cognomi germanici, soprattutto nell’area bavarese, austriaca e tirolese (incluso il Südtirol). deriva dal termine medio-alto tedesco “meier”, che a sua volta viene dal latino maior = maggiore, superiore. Nel Medioevo il Meier/Mayr era: l’amministratore di un grande podere il fattore o capomasso, la persona che gestiva le terre per conto di un signore feudale o di un monastero. Non era quindi un semplice contadino, ma una figura di responsabilità e prestigio locale. Mayr è dunque “amministratore terriero”, “fattore”, “capo del maso”. Ed ecco appunto Masari pure questo inesistente in Italia. (continua)
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