Dalla cronaca sudtirolese. Per non dimenticare. 6 febbraio 1961

6 febbraio 1961. Espellete i sudtirolesi! Presentata la legge sulla revoca della cittadinanza. Il quotidiano romano „Il Tempo“ ricordò l‘accordo Mussolini-Hitler sull’emigrazione dei sudtirolesi e ne chiese l’espulsione. „Ci auguriamo che il Parlamento conceda al governo i poteri necessari. Riteniamo che non sarà necessario punire tutti i 200.000 abitanti di etnia tedesca o ordinare una delle espulsioni di massa che sconvolsero l’Europa e l’Asia nel dopoguerra. Baserebbe revocare la cittadinanza a circa 1.000, 2.000 o 10.000 agitatori nazisti, e tutto tornerebbe all’ordine in quella zona di confine„.
Sulla base di queste opinioni, i senatori A. Romano, P. Piasenti e De Bosio presentarono al Senato una mozione per modificare la legge sulla cittadinanza. Questo emendamento avrebbe consentito la revoca di qualsiasi cittadinanza precedentemente concessa qualora l’individuo avesse commesso atti incompatibili con il dovere di fedeltà alla Repubblica Italiana. Ciò avrebbe colpito tutti coloro che avevano optato per la cittadinanza italiana, oltre l’80% della popolazione sudtirolese. Roma avrebbe quindi avuto a disposizione un’arma per reprimere l’intero gruppo etnico e avrebbe potuto espellere dal Paese quasi chiunque fosse ritenuto indesiderabile. Ciò avrebbe colpito anche i leader politici del gruppo etnico.
La polizia intensifica la repressione contro i sudtirolesi. Gli arresti di sudtirolesi, in corso da giorni, sono stati ora aggravati da una nuova forma di vessazione. Persino le persone condotte alle stazioni dei Carabinieri solo per rilasciare dichiarazioni testimoniali hanno dovuto essere condotte in catene (!) su ordine degli ufficiali responsabili. Furono condotti via e umiliati in modo antiquato. Le perquisizioni domiciliari continuarono in tutto il Südtirol.
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