L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (10)

La Pfarrkirche Unsere Liebe Frau im Moos (Chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Palude), a Sterzing, è uno degli edifici religiosi più importanti e maestosi del Südtirol e dell’arco alpino. La chiesa nasce all’inizio del Quattrocento sopra i resti di una precedente chiesa romanica documentata già nel 1233 e situata accanto a un antico cimitero romano. La costruzione si sviluppa tra il XV e il XVI secolo: il coro e la sagrestia vengono eretti nel corso del Quattrocento, mentre la navata principale viene ampliata e completata tra il 1497 e il 1524 secondo l’imponente stile gotico. La chiesa è una hallenkirche (chiesa “a sala”), caratterizzata da navate di notevole ampiezza e altezza, che conferiscono grande senso di spazialità interna. È considerata una delle chiese più grandi dell’intero Tirolo: l’altezza interna raggiunge circa 32 metri e la navata si estende per circa 38 metri. All’interno, le colonne monumentali sono realizzate in marmo bianco, contribuendo all’eleganza dell’ambiente. Il portale meridionale, riccamente decorato, fu disegnato da Mattheis Stöberl e riporta un’iscrizione che ricorda la posa della prima pietra da parte dell’imperatore Massimiliano I nel 1497. Originariamente la chiesa ospitava il celebre altare a portelle di Hans Multscher, uno dei massimi scultori tedeschi del Quattrocento.
Sebbene l’altare sia stato smontato nel XVIII secolo, cinque delle sue statue originali sono ancora conservate sul neogotico altare maggiore. Le volte interne sono adornate da affreschi barocchi realizzati da Josef Adam Mölk nel corso del XVIII secolo. Durante gli scavi per la costruzione fu rinvenuta una lapide funeraria romana della Postumia Victorina (II-III secolo d.C.), ora esposta sulla parete nord interna della chiesa, testimonianza della lunga storia del luogo sacro. La chiesa si trova poco al di fuori del nucleo storico settentrionale di Sterzing, vicino al complesso dell’antica Commenda dell’Ordine Teutonico (Deutschhaus), che oggi ospita il Museo Multscher/Museo civico. Nonostante sia decentrata rispetto alle vie principali del centro, la chiesa costituisce un importante punto di riferimento religioso, artistico e turistico della città. Le opere d’arte e la decorazione non sono solo ornamentali, ma costruiscono un vero percorso simbolico e teologico, tipico delle grandi chiese gotiche alpine.
Il cuore artistico della chiesa è l’altare maggiore neogotico, che conserva cinque statue originali provenienti dal celebre altare a portelle realizzato intorno al 1456 da Hans Multscher, uno dei massimi scultori del gotico tedesco. Multscher introduce un linguaggio molto realistico: volti espressivi, gesti umani, panneggi morbidi. Questo stile rende il divino più vicino all’uomo, sottolineando l’idea dell’Incarnazione: Dio che entra nella storia e nella vita quotidiana.
Colonne slanciate, archi acuti, grande altezza interna: una verticalità che è un chiaro simbolo dell’ascesa dell’anima verso Dio. Lo spazio induce raccoglimento e trascendenza. Nel XVIII secolo l’edificio subisce una trasformazione barocca, con l’aggiunta di decorazioni pittoriche sulle volte e altre modifiche di gusto settecentesco. (continua)






