L’arte gotica in Tirol, Südtirol, Welschtirol (9)

La Chiesa-Santuario di Santa Giuliana luogo di culto molto amato dagli abitanti sorge isolata su un colle (Dosso del Ciaslìr) sopra l’abitato di Sèn Jan. Santa Giuliana, patrona di Fassa (festeggiata il 16 febbraio), è la chiesa della valle più ricca di storia: sorge su un luogo di culto preistorico, detto „Ciaslir de Vich“, dove secondo accurate ricerche archeologiche doveva trovarsi un primitivo insediamento retico, un villaggio fortificato da palizzate e piccoli terrapieni, definito dagli studiosi „castelliere“. L’edificio è un esempio di gotico alpino, tipico delle chiese rurali alpine di quell’epoca, caratterizzato da forme semplici ma eleganti. La chiesa è menzionata per la prima volta in una fonte documentaria del 1237; tuttavia, la devozione a Santa Giuliana fu con ogni probabilità introdotta in Val di Fassa dai primi missionari legati al Patriarcato di Aquileia, verosimilmente in un periodo anteriore al 798. L’attuale santuario venne costruito nel XV secolo e fu consacrato nel 1452 dal cardinale Niccolò Cusano, principe-vescovo di Brixen.
L’abside poligonale, la sagrestia e il campanile hanno mantenuto intatte le forme originarie, che mostrano una allusiva somiglianza con quelle della Pieve di San Giovanni. La cuspide del campanile è rivestita da scandole di larice dal caratteristico colore rossastro, ottenuto trattando il legno prima della posa con una miscela di acqua e polvere di arenaria rossa, ricavata dalle cave situate ai piedi del massiccio del Latemar. Gli elementi stilistici gotici visibili sono lo spirito verticale e nitidezza delle linee, tipico del gotico, evidente nella struttura e nell’affaccio della chiesa; le finestre strette a sesto acuto e muri spessi in pietra, adatte anche al clima alpino; il campanile slanciato con cuspide a scandole di legno, afferma l’impronta verticale del gotico in contesto montano; il portale principale in arenaria che presenta l’arco a sesto acuto, tipico gotico.
L’interno conserva cicli di affreschi del XV e XVI secolo, probabilmente della scuola di Bressanone. Nella volta dell’abside, 21 pannelli affrescati con figure sacre e sulla parete sinistra, dieci scene della vita di Santa Giuliana. Di rilievo è il grande altare ligneo “a portelle” scolpito nel 1517 da Giorgio Artz, con statue e scene sacre: la Vergine al centro, Santa Giuliana e Santa Margherita ai lati.
La chiesa custodisce la devozione alla santa martire di origine turca, considerata patrona delle partorienti: un tema religioso ben radicato nella tradizione locale. La posizione panoramica e isolata, sommata alla storia preziosa, la rende un luogo di culto, arte e memoria storica della Val di Fassa. Sottostante la chiesa è possibile visitare il Cimitero Austroungarico di Guerra, che raccoglie le salme di 663 caduti della Prima Guerra Mondiale provenienti da tutti i paesi dell’Impero Austroungarico. (continua)






