La Ciclovia del Garda in Terza Commissione

Ieri mattina la Terza Commissione ha incontrato in audizione alcuni rappresentanti delle associazioni e dei comitati che fanno parte del Coordinamento interregionale per la tutela del Garda, nell’ambito di un confronto dedicato al progetto della ciclovia, affrontando i temi legati alla tutela ambientale, alla sostenibilità dell’opera e alle ricadute sul territorio.
Ad aprire gli interventi è stato Paolo Ciresa, del Coordinamento Interregionale Tutela del Garda, che ha fornito un inquadramento generale delle criticità dell’opera, definendola insostenibile sotto il profilo economico, ambientale e geologico. Richiamando l’articolo 9 della Costituzione, ha sostenuto che il progetto ne viola i principi, parlando di incompatibilità tipologica e localizzativa e di gravi criticità legate alle falesie. Ha evidenziato come la passerella non risponda alle esigenze del turismo e non consenta la convivenza sicura tra biciclette e pedoni. Ciresa ha ricordato la scelta della Lombardia di puntare sul trasporto via acqua e ha posto il tema dei costi, pari a circa 17 milioni di euro a chilometro, a fronte dei 350 mila euro previsti per opere analoghe. Ha infine parlato di un danno ambientale irreparabile, richiamando la perdita di biodiversità e la scomparsa, dal 1930 a oggi, del 90% dei canneti del lago.
Marina Bonometti, vicepresidente del Comitato Salvaguardia Area Lago di Riva del Garda e componente del Coordinamento Interregionale Tutela del Garda, ha illustrato le criticità del tratto trentino occidentale tra Riva e Limone, soffermandosi su costi, tempi e instabilità geologica. Ha ricordato i dissesti verificatisi nel 2021 e la frana del marzo 2024, sottolineando come, nonostante gli interventi di consolidamento, la roccia presenti elevata fragilità. La relazione ha evidenziato anche il forte impatto visivo delle passerelle e le criticità segnalate dal Servizio Geologico Provinciale, ribadendo l’opportunità di spostare il traffico ciclistico sul battello.
Manuela Baldracchi, presidente di Italia Nostra – sezione Trentino, ha affrontato il tema del danno paesaggistico, ricordando le politiche di tutela adottate nel corso del Novecento e criticando le scelte attuali che, a suo avviso, compromettono un ambiente storicamente protetto. Ha concluso sostenendo la necessità di cambiare progetto e scegliere la via d’acqua per tutelare il paesaggio.
Luca Trentini, del Coordinamento Interregionale Tutela del Garda, ha illustrato le scelte della Regione Lombardia, che già dal 2021 aveva lasciato aperta l’alternativa del trasporto via acqua, rinunciando di fatto alla realizzazione di un anello ciclabile continuo. Ha definito i costi dell’opera “paragonabili a quelli di viadotti autostradali”, chiedendo l’abbandono del progetto della ciclovia.
Sulla stessa linea Wolfgang von Klebelsberg, presidente dell’Associazione Dimore Storiche, che ha proposto una mobilità intermodale basata su battelli elettrici, in grado di garantire spostamenti sostenibili, attrarre un turismo di qualità e ridurre l’impatto ambientale, citando esempi già attivi in altri contesti europei.
In chiusura Carla Del Marco, rappresentante del WWF regionale e di Coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro, ha ricordato le iniziative promosse dal 2023 al 2025, tra cui lettere alle istituzioni, appelli al Presidente della Repubblica italiana e attività di studio, ribadendo l’invito a privilegiare la via d’acqua rispetto alle passerelle a sbalzo.
A conclusione dei lavori, la presidente della Commissione Vanessa Masè ha ringraziato i relatori e ha comunicato che il materiale sarà messo a disposizione dei commissari






