Musei del Tirolo: L’altro lato

A Hamburg sorge l’imponente Chilehaus, un palazzo che Henry B. Sloman fece costruire un secolo fa finanziandolo con i proventi del commercio di salnitro cileno. Nell’Ottocento il salnitro era una materia prima preziosa usata per la produzione di esplosivi e come fertilizzante agricolo.
Villa Freischütz a Merano ha una storia analoga a quella della Chilehaus. La residenza meranese fu acquistata nel 1921 dal collezionista d’arte Franz Fromm. Originario della zona di Göttingen, Fromm doveva la sua vita agiata al patrimonio della moglie Luisa Hilliger Y Vernal, figlia nata in Peru del milionario Johann Georg Christian Hilliger, che aveva fatto fortuna con il commercio di salnitro.
E fin qui, tutto chiaro, se non fosse che la storia ha un risvolto che riguarda l’altro capo del mondo. Le fortune dei baroni del salnitro europei si basavano infatti sullo sfruttamento dei lavoratori, in maggior parte indigeni. Formalmente liberi, gli operai vivevano e lavoravano in condizioni di simil-schiavitù. La mostra è intesa come punto di raccordo fra le due facce della storia.
Alla mostra è collegato un podcast. E‘ possibile ascoltarlo a questo link: MANI CHE SCAVANO RICCHEZZA
Oggi Villa Freischütz, per volere della nipote di Fromm, Rosamaria Navarini (1926-2013), è un museo che ha reso accessibile alla collettività la collezione d’arte del magnate del salnitro. La mostra, visitabile fino al prossimo 31 luglio, rappresenta un punto di raccordo fra le due facce della storia, ed è curata dalla dottoressa Ariane Karbe, ospite di questa puntata.






