von mas 23.12.2025 17:00 Uhr

Una nuova vetrata per il lavatoio

Inaugurata la nuova vetrata del lavatoio sul torrente Vela realizzata dai ragazzi del Liceo Artistico Vittoria – A quanto pare, il Sindaco di Trento Ianeselli ha nuovamente perso il medaglione…

Foto: Comune di Trento

È stata inaugurata ieri mattina la nuova vetrata dell’antico lavatoio sul torrente Vela, arricchita dalle opere realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Vittoria di Trento. Le immagini raffigurano gli antichi mestieri del rione Vela e restituiscono alla comunità un luogo simbolo, rinnovato attraverso uno sguardo contemporaneo capace di dialogare con la memoria storica.

L’opera nasce dal progetto “Vecchi mestieri. Nuove generazioni” frutto della collaborazione tra la Circoscrizione Centro Storico – Piedicastello e l’associazione Stella Verde. Avviato tre anni fa, l’intervento è nato dall’idea di valorizzare le vetrate del lavatoio, recentemente ripristinate ma ancora spoglie, coinvolgendo le studentesse e gli studenti del liceo Vittoria e gli abitanti del quartiere in un percorso condiviso di memoria e identità.    Alle ragazze e ai ragazzi è stato proposto di interpretare i mestieri storicamente legati al quartiere della Vela.  L’opera è composta da pannelli in plexiglass dipinti “al rovescio” con colori trasparenti per vetro: una scelta tecnica che protegge la parte decorata, facilita la manutenzione e la pulizia, creando al contempo un effetto visivo più vibrante.

Alla cerimonia di inaugurazione era presente il sindaco di Trento Franco Ianeselli che ha posto l’accento sul valore del progetto che mette in dialogo memoria storica e linguaggio contemporaneo.

L’appartenenza non è un concetto semplice – ha spiegato il primo cittadino – a volte rischia di essere interpretato in modo escludente. Per noi, invece, significa avere la consapevolezza del rapporto che si crea con i luoghi: se una persona cresce in un posto, lo frequenta, ne vive la fisicità, sviluppa con esso un legame. Sapere di appartenere a una via, a un lavatoio, a un quartiere all’interno di una città è un elemento importante”.

Il sindaco ha poi sottolineato come uno degli aspetti più significativi dell’intervento sia stato il superamento della diffidenza che talvolta accompagna il confronto tra patrimonio storico e interpretazione artistica contemporanea. “Questo dialogo è a volte vissuto come un tabù. Qui, invece, si è scelto di far dialogare generazioni diverse e antichi mestieri con uno sguardo attuale: una scelta coraggiosa e riuscita che – ha concluso il sindaco Franco Ianeselli – dimostra come interventi di questo tipo possano contribuire a costruire una comunità aperta, non ancorata al passato, ma capace di ricordare ciò che è stata per immaginare il futuro”.

E per parlare di memoria storica, di appartenenza, di ricordo di ciò che si è stati… in pratica, di identità, il sindaco di Trento Ianeselli ha ben pensato di indossare non il medaglione che, come previsto dalla normativa vigente, lo contraddistingue quale rappresentante dell’amministrazione e quindi della comunità, ma la fascia tricolore.

La normativa non è chiara„, aveva dichiarato a suo tempo Ianeselli. In effetti, l’interpretazione data alla legge regionale dal Sindaco di Trento a noi pare abbastanza particolare: lo abbiamo visto con il medaglione soltanto alla cerimonia organizzata dal Welschtiroler Schützenbund il 14 ottobre al cimitero di Trento, in occasione della Giornata in ricordo delle vittime e dei caduti della Prima Guerra Mondiale istituita dalla Provincia.  A quel momento istituzionale, al quale ne‘ la Provincia di Trento ne‘ il Comune avevano dato il minimo risalto preventivo, erano presenti oltre agli Schützen, solo una decina di persone – fra le quali  un collaboratore di UT24 –  probabilmente considerate „austriacanti“

Che sia stato proprio questo il motivo per cui in quell’occasione, il Sindaco ha cercato, trovato e indossato il medaglione? Mentre ieri la normativa si è nuovamente oscurata?

 

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