von fpm 28.11.2025 06:45 Uhr

L’arte gotica in Welschtirol-Südtirol (1)

Una delle manifestazioni più ricche e originali del Gotico alpino. Tra Duecento e Quattrocento il territorio apparteneva in gran parte al principato vescovile di Trento, alla contea del Tirolo e ai domini dei conti del Tirolo e Asburgo.

Foto Trentino Cultura, elab grafica FPM

La presenza costante di maestranze provenienti dal mondo bavarese e svevo, dalle corti dell’Impero, diedero forma ad un Gotico alpino ricco e variegato. L’arte gotica si sviluppa in Europa tra XII e XV secolo (in alcuni paesi fino agli inizi del XVI). Nasce in Francia settentrionale verso il 1140 e si diffonde rapidamente in tutta l’Europa cristiana. Gotico primitivo: metà XII – inizio XIII secolo Gotico maturo: XIII – XIV secolo Gotico tardivo: XIV – inizi XVI secolo Gotico internazionale: ca. 1380 – 1430. Il Gotico nasce come evoluzione del romanico, ma con una nuova concezione dello spazio e della luce. La cattedrale gotica vuole essere una “luce di Dio” sulla Terra. Ampie vetrate colorate e rosoni che trasformano lo spazio in un ambiente luminoso e mistico. Decorazione ricchissima: sculture nelle facciate e nei portali, guglie, pinnacoli, trafori… Gli elementi tipici dell’architettura gotica sono: pianta a croce latina, coro profondo e slanciato, facciata tripartita con rosone, portali scolpiti, navate alte con cleristorio (finestre superiori), uso sistematico di scultura integrata all’architettura. Scopriamo quali sono le presenze gotiche nella nostra regione.

Uno dei simboli della Val di Fiemme è la Chiesa di S. Maria Assunta a Cavalese, che si trova nel parco della Pieve. L’edificio gotico è caratterizzato dallo spiccante campanile costruito nel XVII secolo da Giuseppe Alberti e dall’atrio a cassettoni di legno con affreschi del maestro Antonio Longo. La chiesa parrocchiale è precedente al 1112, ma nel XV secolo fu rifatta in stile romanico-gotico e nel 1610 vennero portate a quattro le primitive tre navate, divise da filari di pilastri di forma cilindrica e poligonale. Un violento incendio, scoppiato nel 2003, ne ha distrutto il tetto e la volta, ha danneggiato il protiro e ha compromesso l’intera struttura. Inevitabili sono stati lo sgomento e il disorientamento degli abitanti: la chiesa dell’Assunta è da sempre considerata dagli abitanti della zona un simbolo della Val di Fiemme. I lavori di restauro in seguito all’incendio hanno riportato alla luce una serie di affreschi di cui non si aveva alcuna memoria come i motivi floreali della navata centrale, la pittura che era stata coperta con il quadro della battaglia di Lepanto, nella Cappella del Rosario e gli affreschi visibili solo dal presbiterio ispirati dalla parabola del vangelo delle vergini stolte e delle vergini prudenti.

Questo edificio sacro, costruito e ornato dai fedeli vicini della Comunità di Fiemme, per i primi secoli della sua storia ha svolto la funzione di chiesa battesimale per tutta la valle. La prima traccia documentaria dell’esistenza di una Pieve in Fiemme, intesa come territorio a cui era necessariamente legato un edificio sacro, si trova nei patti gabardini del 1111.

Ma seguono altre citazioni: una del 1189, quando si nomina Bonomo, il primo pievano di cui ci sia giunta memoria; poi le numerose citazioni del Duecento. In queste ultime si narra che la Comunità di Fiemme, convocata al suono della campana, si radunava sotto il porticato della pieve. (continua)

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