von mas 27.11.2025 06:45 Uhr

Briciole di Memoria: „…pugnando per la Patria …“

Per la nostra rubrica settimanale, stiamo presentando alcuni dei monumenti che ricordano i nostri soldati caduti durante la Prima Guerra Mondiale, quelli eretti seguendo le disposizioni vigenti dopo la „redenzione“ e spesso non ancora contestualizzati. Oggi siamo a San Michele all’Adige

Fotografie di Marcello Delucca

“Ai morti sotto bandiera austriaca basta un pietoso ricordo nei camposanti”, scriveva nell’ottobre 1923 il Questore di Trento Panini ai sindaci della Venezia Tridentina, richiamando la circolare prefettizia emanata a gennaio dello stesso anno. Oltre a confinare i cippi e le lapidi ai nostri caduti per la Heimat e per la Patria Austriaca nei cimiteri, senza cerimonie solenni o monumenti in piazza, riservando questi „onori“ a chi aveva disertato  per andare a combattere nelle fila dell’esercito „redentore“, lettera e circolare prescrivevano anche il tono delle epigrafi, che doveva ispirarsi a un verso del poeta italiano Leopardi:

«Oh misero colui che in guerra è spento, non per li patrii lidi e per la pia consorte e i figli cari, ma da nemici altrui, per altra gente, e non può dir morendo:  alma terra natia, la vita che mi desti ecco ti rendo»

E se in qualche caso si tentò di eludere le severe disposizioni, limitandosi a ricordare „i figli caduti“ (almeno finchè fu possibile utilizzare la parola „caduti“, che pure questa ben presto divenne „troppo“), in altri casi i redattori di epigrafi superarano il poeta sopraccitato.  Un vero capolavoro di cancellazione della memoria, di sostituzione della storia, ispirato dalla tristemente nota Legione Trentina.

Oggi e nelle prossime settimane, per  la rubrica „Briciole di Memoria“, presenteremo alcune di questi monumenti, molti dei quali – ancora ai giorni nostri – non sono stati contestualizzati.  Speriamo che questa nostra serie di articoli serva in qualche modo a sollecitare l’apposizione di un testo (una targa, un totem, un QR, un qualsiasi cosa…) che spieghi ad ignari visitatori (ce ne sono tanti, più vicino di quanto si possa pensare) la realtà dei fatti ed il contesto storico in cui nacquero queste epigrafi.  Sarebbe un atto dovuto, una piccola riparazione della memoria „dannata“, dopo più di un secolo di oblio.

Ai lettori interessati segnaliamo il certosino lavoro di ricerca di Aldo MiorelliLe epigrafi dei „Monumenti ai caduti“ trentini nell’esercito austro-ungarico eretti tra il 1919 e il 1940,  pubblicato negli annali del Museo Storico Italiano della Guerra nel 1996 / 1997.

A San Michele all'Adige

La lapide che ricorda i soldati di San Michele all’Adige caduti durante la prima guerra mondiale è collocata all’interno del cimitero della località rotaliana.   Sulla lastra in marmo, sormontata da un capitello scolpito, sono incisi i nomi dei venti caduti della comunità, con l’indicazione anche del patronimico; sono suddivisi per anno di morte, dal 1914 al 1919.

La parte inferiore della lapide forma quasi un secondo capitello e riporta l’epigrafe „di rito“:

Cui duro opprimente
servaggio tolse
il sublime conforto di morire pugnando
per la Patria

La lapide non è mai stata contestualizzata,anzi. I nomi dei caduti infatti sono poco, talvolta quasi per niente leggibili, in quanto la vernice è molto sbiadita.

Invece l’epigrafe pare essere stata ritoccata da poco, quasi a voler ribadire l’assoluta veridicità di un’affermazione che invece, al di là di ogni possibile dubbio, non è altro che un falso storico, a quanto pare assai duro a morire…

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