Parliamone: cognomi “tedeschi” in provincia di Trento (99)

Una caratteristica delle aree alloglotte della provincia di Trento è l’intensità con cui i nomi di luogo e i cognomi (e/o soprannomi) come tali o come denominazioni di masi e di località ritornano soprattutto nelle zone cimbre e in quelle mòchene. Ma è tutto il territorio provinciale ad essere coinvolto dai numerosi cognomi di chiara origine tedesca. Si deve anche dire che la spietata italianizzazione dei cognomi durante lo sventurato periodo fascista che aveva colpito duramente la provincia di Bozen, il Südtirol, per mano, anzi per mente diabolica del cognomicida Ettore Tolomei, aveva interessato anche la provincia di Trento, il Welschtirol o Tirolo di lingua italiana. Si deve dire che i notai fecero grande opera di italianizzazione formale dei cognomi. Del resto, famiglie di ceppo italiano e non trentino si insediarono ad esempio nel perginese sin dalla fine del Quattrocento e pur non essendo numerose trovarono una adeguata ospitalità anche perché ai perginesi interessava unicamente che i nuovi venuti non fossero a carico del Comune. Più tardi, anche in contesti simili, i notai cominciarono ad italianizzare per cercare una omologazione onomastica privilegiando cognomi italiani.
Il cognome Zùech (anche nelle varianti Zueche, Zöch, Zöchling, Zuechh) è tipico dell’area trentino-tirolese, in particolare della Val di Non, della Val di Sole e, più in generale, della zona germanofona storica del Tirolo. Il cognome è di origine germanica. Deriva molto probabilmente dal termine tedesco medio-alto “zöch / zuech / ziehen”, che significa: tirare, trascinare, condurre, oppure andare, spostarsi, migrare. A partire da questa radice, il cognome potrebbe essersi originato come soprannome legato a un mestiere, ad esempio chi trascinava/trasportava merci (carrettiere, conduttore di animali o legname); chi era addetto al traino o alla conduzione di bestiame. Oppure un soprannome legato a una caratteristica una persona che “si muoveva”, che viaggiava, amante del nomadismo o comunque molto attiva negli spostamenti. Anche forma patronimica: alcune zone alpine “Zuech” potrebbe essere nato come forma abbreviata o dialettale di un nome germanico più lungo (per esempio Zoch, a sua volta diminutivo di nomi come Zacharias/Zach). Nel dialetto trentino, infine, le voci zuèch e zuèchi, stanno per rametti secchi usati per accendere il fuoco.
Anche Zwerger è di chiara origine germanica, diffuso soprattutto in Austria, nell’area del Tirolo, in Germania meridionale e nei territori storicamente germanofoni. Deriva dal tedesco “Zwerg”, che significa “nano” (nel senso di persona di bassa statura oppure essere mitologico). Il cognome è nato quasi certamente come soprannome in epoca medievale. I significati più probabili sono: soprannome fisico di un individuo di bassa statura o piccolo di corporatura poteva essere chiamato Zwerg → Zwerger.
Oppure un riferimento caratteriale o simbolico perché in alcuni contesti “Zwerg” poteva indicare una persona agile, svelta, scattante, oppure un abile artigiano, richiamando la figura mitologica del “nano”. L’origine mitico-folklorica fa pensare a “Zwerge”, figure importanti del folclore ed è possibile che qualcuno fosse chiamato così per somiglianza o per leggende locali. (FINE)






