Tracce di fede: Preghiere in malga

Tracce di fede, indelebili. Sono quelle che caratterizzano l’intero territorio tirolese. A volte sono segni importanti, dipinti o sculture di artisti noti e famosi. Altre, forse la maggior parte, sono opera di semplici artigiani dotati di senso artistico e di innata manualità , altre ancora sono il risultato dell’impegno, elementare ma originale, del proprietario del fondo o del maso. Ma di qualsiasi opera si tratti, questi segni stanno a testimoniare la fede profonda dei nostri nonni; una fede semplice ma fortissima, tanto che, nonostante il tempo passato, spesso ancora è viva nei nostri cuori…
Qualche giorno fa siamo saliti a Malga Ritort. La giornata era grigia: le nuvole basse e la nebbia nascondevano l’orizzonte, rimpicciolendo il mondo e tutto sembrava più silenzioso, raccolto. L’oro dei larici appariva sfumato, i rumori dei nostri passi e delle nostre parole parevano quasi soffocati da quell’atmosfera ovattata; davanti ai nostri occhi, il paesaggio si apriva a sprazzi minuscoli dai limiti incerti…
Solo all’ultimo, scendendo dal lago a attraversando il pascolo, abbiamo scorto la grande croce di legno. Stava lì, sola fra l’erba ormai ingiallita e i blocchi di granito tutto attorno, quasi a volerla proteggere dal freddo e dalla nebbia. Ma anche così abbiamo sentito la forza di quel simbolo sacro. Decine di estati, centinaia di voci fra preghiere e invocazioni, sussurri spaventati e rese di grazie sembrano essere penetrati nel legno, che ha raccolto così tanta luce e calore da poter riscaldare i cuori di passaggio, sciogliendo il gelo dell’inverno e della paura






