Parliamone: cognomi “tedeschi” in provincia di Trento (94)

Una caratteristica delle aree alloglotte della provincia di Trento è l’intensità con cui i nomi di luogo e i cognomi (e/o soprannomi) come tali o come denominazioni di masi e di località ritornano soprattutto nelle zone cimbre e in quelle mòchene. Ma è tutto il territorio provinciale ad essere coinvolto dai numerosi cognomi di chiara origine tedesca. Si deve anche dire che la spietata italianizzazione dei cognomi durante lo sventurato periodo fascista che aveva colpito duramente la provincia di Bozen, il Südtirol, per mano, anzi per mente diabolica del cognomicida Ettore Tolomei, aveva interessato anche la provincia di Trento, il Welschtirol o Tirolo di lingua italiana. Si deve dire che i notai fecero grande opera di italianizzazione formale dei cognomi. Del resto, famiglie di ceppo italiano e non trentino si insediarono ad esempio nel perginese sin dalla fine del Quattrocento e pur non essendo numerose trovarono una adeguata ospitalità anche perché ai perginesi interessava unicamente che i nuovi venuti non fossero a carico del Comune. Più tardi, anche in contesti simili, i notai cominciarono ad italianizzare per cercare una omologazione onomastica privilegiando cognomi italiani.
Cognomi come Wirti, Wirth, Wirtz, Wirz sono attestati in tedesco, austriaco, svizzero tedesco ecc. Essi derivano dalla parola medio-alto tedesca wirt, che significa “oste”, “proprietario di locanda / ospite / gestore di locanda”. A Lafraun (cimbro: Lavròu), Lavarone in italiano, c’è la frazione Virti. Wödl: esiste una persona nota con questo cognome: Johann (Hans) Wödl (1863‑1937), alpinista austriaco, attivo nella regione delle Schladminger Tauern e c’è anche un rifugio alpino (la Hans‑Wödl‑Hütte) che prende il nome da un “Hans Wödl”, probabilmente lo stesso alpinista. Questo cognome, in Welschtirol-Trentino, è presente nella zona di Rovereto ed è comune trovare cognomi che derivano da luoghi vicini a boschi, o che segnalano la persona che abitava “vicino al bosco”. Potrebbe essere che “Wödl” sia una trasformazione dialettale / locale di “Wald” (es. mutazione vocalica o caduta di consonanti), oppure una forma diminutiva/alterata. In dialetti fra Baviera, Austria, Tirolo, ecc., è frequente che i cognomi assorbano modifiche fonetiche: mutazioni vocaliche, inserimento o perdita di suoni, alterazioni con “‑l”, “‑el”, “‑erl”, “‑l”, etc. “Wödl” potrebbe venire da “Wödel”, “Wödler”, “Wödl(er)” oppure da “Wödl‑” come forma rappresentativa di un toponimo (piccolo luogo boscoso?) o di una casa/azienda che aveva quella radice.
Wólf (o con forme analoghe come Wolf, Wolff, Volf) ha origini antichissime, ed è piuttosto diffuso nel mondo germanico. Diffuso soprattutto in Suganertal o Valsugana, deriva dalla parola germanica wulfaz, che significa “lupo” ma potrebbe anche derivare dal nome personale Wolfang e Wolfram.
Una curiosità: fra le comunità ebraiche dell’Europa centro‑orientale, “Wolf” (o in yiddish Volf) è usato come nome proprio (“secondo nome”) o come cognome. Spesso è l’equivalente “secolare” del nome ebraico Zeev, che vuol dire anch’esso “lupo”. (continua)






