Ex sindaci sudtirolesi in visita in Vallarsa

„C’è un forte legame fra la nostra Valle e il Sudtirolo. E‘ un amore che dura da molto tempo e che unisce strettamente la Vallarsa al resto del Tirolo, e anche se la lingua è differente, ci sentiamo fratelli, perché la storia, il destino e l’identità sono gli stessi. Capiamo i motivi che stanno dietro al „Los von Trient“ di Silvius Magnago, ma questo è un bivio nella nostra storia comune che ci mette comunque tristezza. Perchè c’è una parte della popolazione dell’attuale provincia di Trento per la quale il Tirolo e l’Euregio rappresentano dei valori e che vuole restare legata ai fratelli sudtirolesi“. Lo ha detto Luca Plazzer Campagna, presentando al gruppo di ex sindaci sudtirolesi l’ampia e dettagliata ricerca sulla storia di Vallarsa, in particolare le vicende della Prima Guerra Mondiale.
La delegazione sudtirolese ha passato una bella e intensa giornata in Brandtal, accompagnata tra l’altro anche da Sieghard Gamper, ex funzionario della Regione Trentino-Südtirol che spesso e volentieri „fa da ponte“ fra le diverse realtà della nostra Terra. Il gruppo è stato accolto dal sindaco Geremia Gios (che per l’occasione – in quanto rappresentante della comunità – indossava il medaglione previsto dalla normativa), che ha illustrato agli ospiti la geografia e l’economia della valle, sottolineando similitudini ma anche peculiarità rispetto al resto del territorio tirolese.
Il Presidente dell’associazione pro loco, Luca Plazzer Campagna, ha invece focalizzato il suo intervento di saluto e benvenuto sulla storia della Valle, in particolare sulle vicende del primo conflitto mondiale, che ha visto i vallarseri in prima linea nella difesa del fronte meridionale e della Heimat tirolese. La secolare storia della difesa territoriale in Vallarsa è raccontata da un’ampia e dettagliata ricerca, raccolta in un opuscolo e in una serie di pannelli, sorretta da una documentazione tanto ricca quanto inconfutabile, realizzata dalla Pro Loco in collaborazione con la locale Compagnia Schützen e altre realtà associative della Valle.
„Qui si registra la percentuale più alta di caduti rispetto al numero di abitanti di tutto l’Impero – ha affermato tra l’altro Luca Plazzer Campagna – I vallarseri combatterono non solo in Galizia e in Serbia, come Kaiserjäger o Landesschützen, ma a partire dal secondo anno di guerra anche qui, sulle nostre montagne. La compagnia degli Standesschützen di Vallarsa, forte di 300 „uomini“ (più che altro vecchi e ragazzini), prese parte alla difesa del fronte „di casa“, ma anche – unica Schützenkompanie del Welschtirol – alla Maioffensive. Da qui l’alto numero di morti. Senza contare che gli uomini di questa e delle altre valli del Tirolo Meridionale poste sulla linea del fronte, dal 1915 non avevano più ne‘ casa ne‘ famiglia, con i loro paesi occupati, con le case distrutte, con le famiglie lontane e spesso irraggiungibili, ospitate nei campi profughi allestiti all’interno dell’Impero o sparse qua e là nel Regno d’Italia“.
Nati da questa approfondita ricerca storica, in Vallarsa sono finalmente stati realizzati due monumenti ai caduti, inaugurati la scorsa estate. Il primo dedicato ai 22 vallarseri morti durante l’insurgenza hoferiana; il secondo che invece ricorda i 136 caduti nella Prima Guerra Mondiale. Due monumenti altamente simbolici di quella che è l’anima tirolese della Brandtal. Â
La visita alle due lapidi, con la deposizione di due mazzi di fiori ai lori piedi, ha rappresentato per gli ospiti sudtirolesi il momento senza dubbio più intenso e significativo dell’intera giornata vallarsera






