Lo sapevate che…

L’Arizona lo riconosce come suo fondatore; la città di Sonora lo onora come un eroe secolare e Trento lo venera come un santo. Nasceva a Segno, (Ségn in lingua nonesa) una frazione del comune di Predaia, un piccolo paese di montagna, non lontano da Trento, in una tipica casa in pietra e legno simile a quelle che ricoprono le pendici delle Alpi dolomitiche lungo la Nonsberg, la Val de Non, Eusebio Francesco Chini, meglio conosciuto come Padre Kino. Studiò a Hall vicino a Innsbruck, in Austria e quindi a Ingolstadt e Friburgo e nel 1665 entrò nell’Ordine dei Gesuiti. Diventò missionario, arrivò nel Nuovo Mondo nel 1681 lavorando per diversi anni nella Bassa California. Assegnato a PimerÃa Alta (ora Sonora settentrionale e Arizona meridionale) nel 1687, trascorse i restanti ventiquattro anni della sua vita cristianizzando, esplorando e mappando quella „vigna del Signore così tristemente irrigata“. Sopranominato, appunto, Padre Kino, è stato il più pittoresco pioniere missionario di tutto il Nord America: esploratore, astronomo, cartografo, costruttore di missioni, allevatore, re del bestiame e difensore della frontiera. La sua biografia non è semplicemente la storia della vita di un individuo straordinario, ma illumina la cultura di gran parte dell’emisfero occidentale nelle sue fasi pionieristiche.
Era dotato intellettualmente, con una forza di volontà paragonabili a quelle di grandi politici e grandi esploratori insieme ad una tranquilla impavidità che gli consentiva di intraprendere senza tentennamenti imprese molto pericolose e di affrontare con completa compostezza qualsiasi pericolo. Disposto ad accettare pericoli e imprevisti, paure e ansia, nulla lo faceva arretrare, fossero nemici o sventure naturali. Nel caldo torrido e nel freddo rovente, su mari ampi e deserti solitari, tra selvaggi nudi e uomini bianchi crudeli, sovradosati di potere, poteva passare senza terrore con calma fiducia, poiché si sentiva l’ambasciatore di Dio stesso; e, per quanto riguarda le credenziali, aveva la certezza nella sua anima di amore e compassione, e il desiderio di servire tutti gli uomini.
Ma solo quando raggiunse la Terra di Pima, le straordinarie qualità di Kino germogliarono completamente. Lì la sua particolare genialità ha potuto trovare la sua opportunità . Era un individualista, impaziente, adatto a progredire all’esterno se non oltre le indicazioni di una società convenzionale e stereotipata. Fedele al precetto gesuita dell’obbedienza non lo ha però mai disgiunto dalla responsabilità .
A Pima Land la sua sterminata abnegazione, la sua immaginazione sfrenata e la sua energia sbalorditiva trovarono spazio, sebbene spesso ostacolati da superiori disinformati, dalle paure oneste o dalle gelosie meschine di soci di calibro minore. (continua)






