von fpm 16.02.2025 18:00 Uhr

Lo schiaffo “tolomeico” (66)

Continua con Flavio Pedrotti Móser l’excursus sull’italianizzazione a sud del Brenner che con il fascismo minava l’identità culturale.

Elab grafica Flavio Pedrotti Moser

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi…

Iob subì un adattamento che deriva dal personale Gioberto e modificato anche in Gioberti e Giobbi. Del resto, deriva dal nome medioevale Ioppo derivato dall’ebraico Giobbe (significa „colui che sopporta i mali“) di cui si ha un esempio nel 1600 a Postalesio (SO) in un atto dove viene citato un tal Ioppino de Ioppo di Castione. Il cognome Iob ha un nucleo importante anche nel Friuli-Venezia Giulia nell’udinese e Ioppi, molto più raro, è specifico di Arco di Trento. Iobstraibizer, anche questo modificato in Gioberti e Ioppi, è un cognome concentrato nelle province di Bozen e Trient soprattutto nel perginese e Bersntol. Irenberger che prende il nome dal casale Iernberg a Kiens in Pustertal, fu modificato in Erinberghi più per assonanza con il nome originario che altro. Anche Issinger prende il nome da una località presso Bruneck, Issing, per ritrovarsi camuffato in Issengo o D’Issengo che allungano la lista dei tanti cognomi italiani inesistenti e quindi inventati da sana pianta dall’omino svalvolato.

Kaaserer o Kaserer cognome diffuso soprattutto in Austria e presente nella provincia di Bozen al Tolomei prudeva non poco se si nota l’estrosa adattabilità all’italiano Casari… cognome piuttosto diffuso nel nord ovest della penisola ma che ha poco a che fare con l’identità sudtirolese se non per associazione: in lingua tedesca Kase sarebbe il formaggio e forse il buontempone ha voluto adattarlo a “casaro” come operatore che si occupa della lavorazione del latte per creare formaggio e burro.

Ma è con Kade (anche Kaden) che l’infaticabile fabbro dei significanti si supera trasformandolo in Botticelli… va detto che Kaden ha radici gaeliche e il cognome Cade (ma non Kade) è presente nel bergamasco. Insomma, quel “Botticelli” resta un mistero… (continua)

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