von fpm 12.02.2025 13:30 Uhr

Lo sapevate che…

La „Tresl di Castel Trostburg“ racconta

Foto web, elab grafica fpm

Quando Terese Gröber, chiamata affettuosamente “la Tresl di Castel Trostburg”, si accosta alla finestra della sontuosa sala rinascimentale e lascia scorrere lo sguardo sulla Eisacktal, è come se tutto il passato si affacciasse sul presente. Alle spalle dell’anziana donna, avvolti nel silenzio, si scorgono i ritratti in stucco dei conti di Wolkenstein. Da qui la vista spazia fino ai paesini di Barbian, Lajen e Villanders, che sembrano aggrapparsi al ripido versante, circondati da prati e boschi. Giù in basso, nel fondovalle, la frenesia del mondo moderno non conosce sosta. Le automobili sfrecciano, i fari lampeggiano: la follia della civilizzazione. Fra le possenti mura di Castel Trostburg, sopra Waldbruck, regna invece la pace. Un silenzio benefico. Terese Gröber ha trascorso qui tutta la vita. La sua famiglia, alle dipendenze dei conti di Wolkenstein, ha provveduto per lunghi anni a mantenere in buono stato la proprietà. Il castello è sempre stato la sua casa e, se vi si spegnesse anche l’ultima fiammella di vita, andrebbe ben presto in rovina.

La sua infanzia è un idillio con la spensieratezza tra giornate a giocare nel bosco assieme ai fratelli e alle sorelle e ad aiutare nei lavori di stalla. “Al mattino dovevamo parlare pianissimo, perché le nostre voci rimbombavano tra le mura del castello disturbando la contessa, che amava dormire fino a tardi”. Già, la contessa. Ai bambini la nobildonna raccontava del mondo, del Sud, del mare. Di tutti quei luoghi che Terese non ha mai visitato, se non in sogno. “Ho preferito restare qui”, afferma in tono asciutto. A un certo punto, però, non fu più possibile arrestare il declino del castello. I conti se ne andarono, i genitori di Terese morirono, i fratelli e le sorelle si trasferirono a valle. Soltanto Terese voleva restare. Ma come fare? Nel 1967 i membri dell’Associazione dei castelli del Südtirol fondarono una società privata per salvare Castel Trostburg dalla rovina. Qualche anno più tardi, il castello diventò un museo e la sede ufficiale dell’Istituto dei castelli del Südtirol. E Terese poté rimanere. Per occuparsi del castello. “Il castello mi appartiene, e io appartengo al castello”, è sempre stato il suo motto.

Una stube gotica caratterizzata da ricchi intagli e da una volta trilobata aspetta i visitatori di Castel Trostburg. Essa si è conservata per più di 600 anni e risale ai tempi di Friedrich, padre del poeta e trovatore Oswald von Wolkenstein (1377-1445). Si possono visitare anche gli ambienti residenziali dei conti Wolkenstein, la loggia con gli stemmi affrescati e la cappella del castello abilmente dipinta. L’elegante sfarzo della Nuova Sala dei cavalieri, terminata intorno al 1618, suscita la meraviglia dei visitatori.

Il castello è aperto da Giovedì Santo (ovvero il giovedì prima di Pasqua) al 31 ottobre. Il castello e la mostra permanente Museo dei Castelli del Südtirol Trostburg possono essere visitati solo con guida in lingua tedesca o italiana. Il percorso negli spazi interni del castello dura all‘incirca 40-50 minuti. Per la visita gratuita alla mostra permanente vanno previsti 15 minuti circa, inoltre, si può accedere liberamente all’area esterna del castello.

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