Lo sapevate che…

Quello che si apre ai visitatori del Südtirol, la terra delle saghe e delle leggende, è un mondo meraviglioso. „Tanto, tanto tempo fa…“ Ogni vallata le conosce, ogni paese le ha: le proprie leggende e tradizioni mistiche. Da secoli – le prime risalgono già al 17° secolo – la fantasia popolare tramanda di generazione in generazione eventi inspiegabili e racconti popolati di creature fantastiche come gnomi, fate ed elfi; si raccontano storie meravigliose che fanno brillare gli occhi non solo dei bambini. Scopriamone alcune…È soprattutto in estate una popolare destinazione turistica, ma anche il resto dell’anno entusiasma i suoi grandi e piccoli visitatori: l’Antholzer See. Ma come si è formato?
Nelle immediate vicinanze dell’Antholzer See c’erano tre masi. I contadini avevano un cuore duro e non aiutavano i poveri. Un giorno di festa passò di lì un mendicante e chiese l’elemosina ai contadini, i quali però gli diedero solo del pane ammuffito. Il mendicante, amareggiato, andandosene disse ad ogni contadino: „Tra pochi giorni dietro alla tua casa zampillerà una piccola fonte. Attento a quello che farà !“. I contadini risero e non diedero retta al mendicante. Quattro giorni dopo, però, dietro ad ogni casa iniziò a sgorgare acqua dal terreno. Di giorno in giorno la quantità d’acqua aumentò ed allagò l’intera zona. Ebbe così origine l’Antholzer See.
La leggenda del Riesen Haunold, ovvero, il gigante della Rocca dei Baranci racconta che il gigante Baranci abitava nel comprensorio sciistico ed escursionistico Baranci in Hochpustertal. Mentre la convivenza inizialmente fu pacifica, col passare del tempo diventò sempre più problematica. Ma leggi tu stesso. Ai tempi in cui sorse la collegiata, tra le rocce delle montagne che circondano Innichen abitavano diversi giganti, tra cui il gigante Haunold, che aiutò gli abitanti di Innichen a costruire la chiesa portando i pesanti sassi necessari per costruirla.
In cambio il gigante chiese che ogni giorno gli fossero portati un vitello, due stai di fagioli ed una botte di vino. La chiesa fu terminata, ma il gigante continuò a pretendere il suo cibo. Gli abitanti di Innichen però non erano più disposti a nutrire il gigante, per cui gli tesero una trappola. Il gigante vi cadde dentro e morì. Il suo spirito vive ancora oggi nella montagna, che ha preso il suo nome. In memoria del gigante nella collegiata è conservata una sua costola, che dimostra quanto fosse grande.






