von mas 25.01.2025 18:30 Uhr

Un libro al mese: L’allegra agonia del Trentino – 4

Il Trentino, fino dove può, fa da sè … potrà così rendere meno dannose le immense perdite di tempo causate dalla mancanza della ratifica del trattato di pace, e del decreto d’annessione, ottimi pretesti per la tardigrada burocrazia centrale per non far nulla“  – Ottone Brentari, nato a Strigno nel 1852,  geografo e storico,  insegnante e giornalista fu un fervente irredentista; pare però che dopo la „redenzione“ sia stato colpito da un tardivo quanto ormai inutile „semi-pentimento„.  Nel giugno del 1920, espresse tutti i suoi dubbi sulle azioni e soprattutto sulle non-azioni del governo italiano nelle „Terre redente e liberate“. Ecco oggi il quarto e ultimo stralcio.

Rimedi urgenti

Non voglio qui occuparmi ancora una volta dei danni visibilissimi di guerra causati agli abitati ed alle campagne, anche perchè quella fitta tenebra comincia a venir rotta da due spiragli di luce.

Il primo spiraglio è quello che ci viene dal R. Decreto-Legge N. 579, con cui si estendono alle nuove provincie (pur senza conoscere ancora con sicu
rezza dove esse arrivano) le disposizioni legislative sul risarcimento dei danni di guerra,  e detta nuove norme per la liquidazione delle inden
nità relative ad immobili parzialmente o totalmente distrutti, fissando al 31 dicembre 1920 (più di due anni dopo la liberazione!) il termine per la presentazione delle domande d‘ indennizzo. È certo che sino al 31 dicembre 1920 non si cominceranno i rilievi, e meno ancora i pagamenti; e così allora non saremo, come si sarebbe potuto sperare, al principio della fine, ma appena al principio del principio; dopo ventisei mesi dall’armistizio!

Il secondo spiraglio di luce è l’accordo raggiunto in questi giorni a Roma fra l’Istituto Federale di Credito per il Risorgimento della Venezia ed il Consorzio della Provincia e dei Comuni Trentini per il servizio delle anticipazioni sui risarcimenti dei danni di guerra nella Venezia Tridentina. Quel benemeretissimo Consorzio, (che ha mostrato splendidamente che il Trentino, fino dove può, fa da sè) potrà così sviluppare sempre più l’opera sua lodevolissima, e rendere meno dannose le immense perdite di tempo causate dalla mancanza della ratifica del trattato di pace, e del decreto d’annessione, ottimi pretesti per la tardigrada burocrazia centrale per non far nulla.

(…)

Ma occorre far presto presto, presto, perchè in verità in verità vi dico che il Trentino è in agonia, agonia allegra se volete, ma agonia! Non si può pretendere di farlo tirare avanti all’infinito coll’ossigeno delle illusioni.

Conclusione

Ebbene; io vorrei che nel Trentino andassero tutti i brontoloni, i disfattisti, i neu1ralisti; e sono certo che essi, nel constatare che, malgrado l’abbandono e lo sgoverno del… Pastore e di tutti i chierici di Roma, ed il modo indegno con cui il Trentino viene trattato nelle questioni politiche ed economiche, l’amore dei Trentini per l’Italia è sempre caldo, e sempre alta la fede nei destini della patria, diventerebbero tutti ferventi patriotti, e si persuaderebbero che non si deve confondere la patria che resta cogli uomini politici i quali (per nostra fortuna!) passano.

Il Governo dovrebbe però pensare che non è buona politica l’abusare della pazienza e dell‘ ancor vergine sentimento patriottico del Trentino, e che il troppo stroppia, le corde esageratamente tese si spezzano, e le cose lunghe diventan serpi!

Il Trentino è agonizzante; non lo si lasci nè morire, nè ribellarsi al medico inerte, inetto, incosciente!

Onorevole Signore, mi prendo la libertà di inviarle in omaggio un mio opuscolo sulle tristi condizioni del Trentino e Le sarò molto grato se avrà la cortesia di prestargli la di Lei attenzione e di interessarsi di questa povera regione troppo dimenticata

Così scriveva Ottone Brentari, nell’inviare a destra e a manca il testo della sua „conferenza tenuta a Milano il 12 giugno 1920 per iniziativa della Lega Nazionale Italiana“.  Finita la conferenza, che destò molta impressione e fu vivamente applaudita, venne approvato un ordine del giorno che, fra l’altro, chiedeva che il governo italiano „uscendo da un’inerzia che dura da quasi venti mesi dal giorno dell’auspicata redeneione, affretti il decreto d’annessione“ e renda quindi possibile in tempi brevi „una legge che ripari tante rovine palesi e nascoste, e renda possibile la rapida resurrezione del Trentino redento.

Il testo della conferenza di Brentari è oltremodo „illuminante“: vale la pena leggerlo, per capire quello che i nostri nonni e bisnonni dovettero affrontare, una volta „redenti e riuniti all’Italia„.

L’opuscolo è disponibile in poche biblioteche del territorio provinciale (Ala, Arco, Comano, e in diverse sedi a Trento e Rovereto), solo per consultazione e non in prestito.  Il testo è però reperibile online.

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