von mas 19.08.2024 11:00 Uhr

Inaugurato il „nuovo“ parco di San Sebastiano

Un patrimonio storico, architettonico, paesaggistico che appartiene a Pieve e a tutta la comunità del Tesino, è stato detto. Quindi…PERCHÉ?

Restituito alla comunità e al pubblico al termine dei lavori di riqualificazione il parco sul colle di San Sebastiano a Pieve che con l’omonima chiesa domina la veduta della conca del Tesino. Spazio migliorato e reso più funzionale grazie all’intervento del “Progettone”, ovvero del Servizio di sostegno occupazione e valorizzazione ambientale della Provincia.

Ieri pomeriggio l’inaugurazione alla presenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale, del territorio  della Provincia, nonché dei referenti del Progettone

L’area a est dell’abitato ha un profondo legame con la storia. Si risale al 1479, durante l’epidemia di peste, quando gli abitanti di Pieve e Cinte decidono di dedicare ai santi Fabiano e Sebastiano, invocando le guarigioni e la fine della pestilenza. Dopo diversi ampliamenti, nel corso del Settecento, e la collocazione della Via Crucis con i 13 capitelli all’esterno, verso la fine del 1800 venne fondata la Società di abbellimento del colle di San Sebastiano, con lo scopo di realizzare un parco a contorno della chiesa. Realtà associativa che tra l’altro diverrà poi la prima pro loco d’Italia (

In tempi più recenti, negli anni Sessanta, il restauro della pieve e negli anni Novanta la prima risistemazione del parco a cura del Servizio Ripristino e valorizzazione ambientale (oggi Sova) della Provincia.

La progettazione è stata curata completamente dai tecnici del Sova (Carlo Pezzato, Moreno Lotto e Massimo Ioriatto). Ha contribuito in modo importante anche il Comune che ha voluto fortemente l’intervento che ora completerà con la posa dell’impianto di illuminazione.

Con i lavori appena inaugurati, al termine di due lotti esecutivi, è stato rifatto il percorso di accesso alla chiesa, in accordo con i Beni culturali, anche per garantire la possibilità alle persone con disabilità, sono state ricollocate tutte le alberature, prima in condizione precaria, anche con un approfondimento dal punto di vista fitosanitario. Curata inoltre la sistemazione delle aree verdi attorno al sagrato e la sostituzione dei parapetti in legno usurati con nuovi parapetti in metallo.

E quindi...PERCHÉ?

Un’operazione notevole, che valorizza ulteriormente un luogo fortemente simbolico per la comunità, e che e‘ stata realizzata e finanziata dalla Provincia di Trento.

Quindi …  PERCHÉ?

Perché per il taglio inaugurale non si è utilizzato un nastro con i colori del Comune di Pieve o della Provincia?

Perché il Sindaco non si è presentato con il simbolo „giusto“, quello  che lo caratterizza quale rappresentante dell’Amministrazione comunale e della sua comunità, indossando il medaglione previsto dalla normativa regionale invece che agghindato da ufficiale di governo  neanche dovesse conferire cittadinanze?

Perché in un momento dal significato simbolico forte, sono stati trascurati e dimenticati proprio i simboli della comunità, della sua storia   delle sue radici, della sua identità?

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