von mas 14.03.2024 18:00 Uhr

Noi giovani… e la politica

Il mondo visto da occhi giovani, anzi giovanissimi. Sono quelli di Sofia Unterrichter, che qui su UT24 racconterà storie, avvenimenti, pensieri, considerazioni, idee, proposte …  Ecco il suo primo intervento, che  parla di giovani (come lei) e politica: „L’età influenza il rinnovamento politico“ pensa Sofia, e ci spiega il suo „come e perchè“

Immagini da Pixabay - Collage di Sofia Unterrichter

Da molti anni ormai  in gran parte d’Europa si vede una sempre minore partecipazione al voto giustificata da disinteresse e mancanza di fiducia nei confronti dei politici d’oggi.  I giovani in particolare si sentono poco rappresentati e perciò preferiscono non esprimersi su persone e modi di fare che non approvano.

Generalmente  soltanto un parlamentare su 10 ha meno di 40 anni,  e gli under 30 sono  ancora meno. Questo è proficuo per la nostra società attuale? L’elevato numero di politici over 60 porta alla creazione di un ambiente poco adatto ma anche poco sopportabile per dei possibili politici più giovani, che di conseguenza trasferiscono  la loro voglia di sostenere e migliorare la società in paesi diversi dal proprio, in cerca di più possibilità lavorative e di una vita più piacevole e con maggiori opportunità di valorizzazione personale.

Se, invece di mantenere un sistema che rende difficile scalzare chi ha raggiunto posizioni di potere rendendo difficilissimo per un giovane accedervi, ci si impegnasse a integrare nuovi volti giovani,  si riscontrerebbe un rinnovamento politico alquanto positivo per la nostra società d’oggi.

In molti sostengono che il cambiamento dipenda da progetti politici che si focalizzano sul nostro futuro e non dall’età di chi li fa ma come si possono aspettare cambiamenti se le persone (e quindi le idee) sono sempre le stesse in barba a un mondo che cambia velocemente? I progetti di cui sentiamo parlare spesso non hanno vita lunga nella realtà perché basati su visioni già vecchie, superate dai tempi. Con i costanti scontri di potere e idee contrastanti per cui non si cerca mai un punto d’incontro, l’efficacia del tentativo di cambiamento diminuisce drasticamente fino ad essere dimenticata.

 

Concretamente: come si può pensare che una persona nata e cresciuta quando ancora i computer non esistevano e i viaggi erano cosa per pochi ricchi, sia che si chiami Biden o Trump, possa essere in grado di gestire una politica moderna e costruire il futuro? Di certo non potrà mai invogliare i giovani seri a dare il loro contributo, né di voti, né di idee, né avere la loro carica fisica e intellettuale.

Un trentenne non ha esperienza e quindi può sbagliare? A me hanno insegnato che solo chi non fa non sbaglia mai e comunque non vedo grandi esempi da seguire ciecamente nella politica attuale. Tutt’altro.

 

 

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