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Un libro al mese: „L’Odissea di Abramo“ – 3

Un diario ritrovato, il racconto di 50 lunghissimi mesi di guerra, una vera e propria odissea fra quattro fronti e 15.000 chilometri di spostamenti.  „Ai 25/10 (1917) alle ore 6 ½ di mattina, cominciarono gli austriaci l’offensiva su tutto il fronte che và dal ponte di Tolmino e fino al mare,“

30 luglio 1917
Al 30 di Luglio 917 la divisione viene trasferita su altri fronti, e tosto si parte. Il dì 1 Agosto 1917 si parte dalla stazione ferroviaria di campo di Rogozno Volinia e percorrendo la linea da Wladimir, Sokal- Lemberg-Rudky- Sambor-Turka-Sianki-Uzsok-Ungjar-Niregiaza-Arad-Temesvàr-Porta Orientalis-Versova (Ungheria)-Verciorova (confine Rumeno) Turnu Severìn-Isalnita-Craiova, Piatra Olt-Slatina–Ploesti Buzeù- Rimnacù Sarat, Focsani, qui si scendeva dal treno il dì 7 Agosto. Abbiamo fatto accampamento per tre giorni di fronte alla stazione di Focsani e alla sera del 9 alle 11 ½ di notte, ci siamo avviati per andare vicino al fronte, ma ci fermarono verso le 4 del mattino del dì 10/8 in un boschetto ove c’erano dei piccoli forti fabbricati dal Regno Rumeno, in Bitume, a difesa della città da un’invasione Russa.
Dopo 5 giorni di fermata colà, il dì 16 Agosto ci siamo trasferiti nel villaggio di Purcelesti, ove si trovarono le nostre trincee prima che cominciasse l’offensiva.
Restai colà fino il dì 24/8 ed altro lavoro non si faceva che mangiar uva a piacere, che in quella regione ce n’era a dispetto, pareva gettata là colla forcina. Il dì 25 io dovetti andare a costruire una nuova linea telefonica, proprio a 100 passi
distante dalla trincea, e dopo terminato questo lavoro fui rimandato di ritorno nel villaggio di Poiana, e colà restai 3 giorni.
Il 28 Agosto dopo pranzo ritornai a Purcelesti ove si trovavano gli altri compagni e là restai fino il dì 1 Settembre.

 

1 settembre 1917
Nel pomeriggio 1 Settembre vien l’ordine di partenza pel fronte Italiano, e tosto riordinato ognuno il proprio fardello ci mettemmo in viaggio.
Verso le 7 di sera si arriva al paesello di Odobesti75, e colà si passa la notte. Nel pomeriggio 2/9, si prosegue, e si passa verso l’imbrunire del giorno per Focsani, ed in un piccolo villaggio si passa quella notte. All’alba del 3/9 proseguendo la marcia si arriva alle 2 pom. alla stazione di Rimnacù Sarat, ove si prende il treno. Verso le ore 8 di sera il treno parte, ed alla mattina del 4/9 si arriva a Ploesti. Per via diversa di fatto nell’andare si fa ritorno dalla Rùmenia passando per Buda-Campina ove si trovano i grandiosi pozzi petroliferi, poi per Sinaia-Azuga-Passo Predeal, Tönös-Brasso-Segesvàr-Medias-Arad- ndombovà0-Kaposvàr-Segedin-Petta3-Marburgo-Klagenfurt- si arriva a Bischoflack ove ci fanno smontare il dì 9 Settembre 917 ad ore 2 di notte.
Alla mattina dopo ricevuto il caffè si prosegue a piedi entro per una stretta valle della
Carnia detta Pollander e si fa nottata nel paesello di Tratte.
Colà si fa riposo tutti il dì 10/9 e poi nella mattina 11/9 si prosegue e si arriva nella
borgata di Kirchheim. Facciamo colà fermata fino il dì 19/9 e poi si fa partenza, arrivando alla sera a Tribusa. Dopo passato qui la notte alla mattina 20/9 si viaggia su pel Monte Chiappovano e si fa accampamento al maso Spilenza sull’Altip iano di Bainsizza.   Restai così sempre in riposo fino il dì 5 ottobre 1917

 

5 ottobre 1917
Nel pomeriggio del giorno 5/10 dovetti recarmi alla stazione telefonica in Horen, ove si trovava pure la Funicolare che conduceva le munizioni ed i viveri dalla valle su quel monte.
Il tronco di linea telefonica che ci toccava di sorvegliare, era assai pericoloso perché  giornalmente bersagliato dalle artillierie pesanti nemiche (Italiana, Inglese e Francese) ed ogni dì  rimanevano dei morti e feriti per la strada. Fu un vero miracolo d’aver portata fuori la pelle, perché non soltanto dalle granate e loro schegge, ma c’era il pericolo di restare uccisi dai pezzi di pietre, lanciate in aria
dalle granate stesse. Una sera fra le altre, nel mentre trasportavano un ferito colla portantina, una granata colpì in pieno i portatori che restarono all’istante cadaveri nel mezzo della strada. A tre gli venne complettamente recisa la testa ad uno ambe le gambe ed il quinto squarciato il ventre

25 ottobre 1917
Ai 25/10 alle ore 6 ½ di mattina, cominciarono gli austriaci l’offensiva su tutto il fronte che và dal ponte di Tolmino e fino al mare, aiutati da artillierie Germaniche
e da circa 150 Battaglioni germanici. Sull’Altopiano di Bainsizza, ove io mi trovava, il fuoco a tamburo non durò che fino alle ore 9 della mattina e poi a nostra meraviglia si sente tutto d’un tratto silenzio perfetto. Vedemmo avanzare a processione i prigionieri italiani che gli abbiamo contati a migliaia; Due divisioni intiere, con i loro ufficiali (la Brigata di Lambro e Sarda), e poi tutto quel dì e il 26 un continuo passaggio di prigionieri e passarono anche diversi cavalli e muli.

28 ottobre 1917
Il giorno 28/10 finalmente si parte da quelle romite e selvagge regioni e, dopo fatti pochi chilometri, ci troviamo su una splendida strada costruita dal Reggio Genio militare Italiano.
Si vedevano, ovunque delle strade e gallerie, lavoro della mano italiana, che sembra le abbiano fatte appositamente per essere più comodi a rincorrergli. È impossibile il descrivere il grande ammasso di materiale da guerra abbandonato dal nemico nella precipitosa ritirata. Magazzini ricolmi di viveri, monture92, munizioni, fucili e altri articoli di rifornimento militare

 

31 ottobre 1917
Dopo due giorni di cammino si arriva a Canale d’Isonzo. Colà si riposa un giorno. Poi il dì appresso si parte alla volta di Plavia St. Lorenzo ove si passa la notte, ed al mattino si prosegue arrivando verso le tre pom. del dì 31/10 al primo paese Italiano cioè St. Giovanni di Manzano. A circa 2 chilometri prima di entrare in paese, ci siamo imbattuti in una cantina che conteneva nientemeno che 2000 ettolitri di vino potete immaginarvi che bevute, e poi in paese, le cantine ricolme e presso la stazione di riallinamento ardeva ancora un magazzino ripieno di scatole di salmone e caffè. Appena giunti prendemmo alloggio in case di contadini, nelle vicinanze della Stazione
ferroviaria. Dopo d’aver preparato ciò che si doveva per passare la notte andai assieme
ad altri alla Stazione ferroviaria ed ahimè! trovammo colà i magazzini ricolmi di viveri d’ogni sorte, e per di più un treno pure di viveri. Formaggi dei più fini, paste alimentari, riso, zucchero, caffè, limoni, arance ed inoltre scatole di conserve d’ogni genere. Prendemmo ciò che potevamo portare e desiderare, e poi al quartiere con comodità ci abbiamo rifocillato lo stomaco a piacimento. Dopo d’aver saziato l’appettito e bevuto a sopracarico, ci siamo coricati. Che notte infelice! 
Io dormivo d’un sonno profondo, quando d’un tratto mi sentii, come una gran bastonata attraverso il capo, e tosto mi svegliai, e mi trovai sepolto sotto un mucchio di tegole cadute dal coperto. Un grandioso incendio accompagnato da un furibondo fuoco a tamburo era scoppiato
nel magazzino munizioni italiane, nei pressi della stazione, ed una grande scheggia di granata da 305 aveva spezzato il colmo del coperto della casa, ove eravamo acquartierati, e ciò il motivo che siamo stati sepolti dal materiale del coperto. Nella stanza attigua dormivano i proprietari di casa che essi pure rimasero sotto le macerie, ed accanto a loro, una bimba di pochi mesi tranquillamente dormiva senza che la minima cosa l’avesse disturbata. Tutti ci siamo alzati in fretta, e senza abbadare a nulla siamo fuggiti lungo per il paese che era tutto sottosopra, e poi verso mattina siamo ritornati per ricercare i
nostri fardelli che abbiamo trovati addirittura sepolti.
Quest’incendio, e continuo scoppio di pezzi d’artillieria, durò tutto il giorno dopo producendo danni grandiosi ai fabbricati, ed oltre 100 vittime fra soldati e borghesi. Il paese di Manzano, era tutto un cumulo di macerie nemmeno una sola casa rimase intata, e moltissimi borghesi rimasero vittime. La cagione di un simile disastro, a quanto, dicciano le voci pubbliche, è stato data a
un tradimento fatto da un ufficiale italiano e da due soldati pure italiani che travestiti in borghese ànno appiccato il fuoco

29 dicembre 1917
Per subito si credeva di corta permanenza, ma invece siamo colà rimasti fino il 29 dicembre 917, nel qual giorno, per ordine superiore abbiamo cambiato posizione e quartiere, recandoci a Costa di Conegliano; e dopo 5 giorni di permanenza colà siamo andati a Riva di Bagnolo il dì 4 gennaio 1918. In gennaio, cominciarono a scarseggiare i viveri e non era più così facile di potersene procurare come nei primi dì, ma pella bibita se ne trovava in ogni famiglia, la maggior parte si beveva al gratis ed il resto, da qualche parte si riceveva da bere a buon prezzo.
Così tirando avanti il tempo siamo stati in quei d’intorni fino agli 8 febbraio 918, ed in quel frattempo abbiamo fatto la conoscenza con tutte le famiglie dei d’intorni, che ci volevano bene e ci calcolavano come membri di famiglia. La conoscenza maggiore la ebbi con le famiglie: Teresina Grando Vª Modolo. Foltran Giuseppina, Cattarina,Sante, Annetta, e la nonna Rosa soprannominati Zivel (Sivel). Fais Giovanni, Zava Agnese, Tùbiana Vincenzo da Riva di Bagnolo. Moret Augusto in Conegliano (Borgo delle Monache) ecc

 

 

„L’Odissea di Abramo“ è stato pubblicato nel   gennaio del 2019. Il libro,  160 pagine ricchssime di note a margine e di fotografie, può essere richiesto direttamente alla casa editrice. Ecco il link: ATHESIA-TAPPEINER

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