von fpm 24.10.2026 10:00 Uhr

Il 24 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Trippa

Il 24 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Trippa, conosciuta anche come World Tripe Day, una ricorrenza dedicata a uno degli alimenti più antichi e caratteristici della cucina popolare. È l’occasione per riscoprire un piatto che, da cibo povero e quotidiano, è diventato una specialità apprezzata in numerose tradizioni gastronomiche, dall’Italia al resto del mondo.

(immagine IA) elab grafica Flavio Pedrotti Móser

La scelta del 24 ottobre è legata a un curioso episodio risalente al XVII secolo. Il diarista inglese Samuel Pepys annotò nel proprio diario che il 24 ottobre 1662 aveva gustato, insieme alla moglie, un’eccellente pietanza a base di trippa. Secoli dopo, il Tripe Marketing Board, organizzazione britannica impegnata nella promozione di questo alimento, riprese quell’episodio per istituire una giornata dedicata alla trippa. La ricorrenza è stata promossa a partire dal 2013, con l’obiettivo di valorizzare un ingrediente spesso sottovalutato e le sue numerose preparazioni tradizionali. La trippa è costituita da diverse parti dello stomaco dei ruminanti, soprattutto dei bovini. Il suo consumo ha origini molto antiche: già nelle civiltà greca e romana si utilizzavano le frattaglie in cucina, cercando di sfruttare ogni parte dell’animale. Nel Medioevo e nei secoli successivi, la trippa divenne particolarmente diffusa tra le classi popolari. Era un alimento relativamente economico, nutriente e disponibile presso le macellerie, che permetteva di preparare pietanze saporite con ingredienti semplici. Con il tempo, ogni territorio sviluppò le proprie ricette, trasformando questo prodotto in un simbolo della cucina tradizionale.

Nei bovini lo stomaco è formato da quattro compartimenti: rumine, reticolo, omaso e abomaso. Le diverse parti hanno consistenze e caratteristiche differenti; il rumine è tra quelle più utilizzate in cucina. A Milano si prepara la busecca, spesso con fagioli e verdure; a Roma la trippa viene cotta con pomodoro, pecorino e mentuccia; in Toscana è celebre il lampredotto, ricavato da una parte specifica dello stomaco bovino e servito tradizionalmente in un panino. La trippa contiene proteine e diversi micronutrienti, tra cui ferro e vitamine del gruppo B. La quantità di calorie e grassi del piatto finale dipende anche dal taglio utilizzato e, soprattutto, dai condimenti. In alcune zone costiere italiane si preparano pietanze chiamate trippa di pesce, utilizzando parti commestibili di pesci come la rana pescatrice o il tonno. Sono ricette diverse dalla trippa bovina, ma condividono la stessa idea di valorizzare ingredienti tradizionali. La trippa richiede una preparazione accurata e una cottura adeguata per ottenere una consistenza morbida. Spesso viene venduta già pulita e precotta, così da ridurre i tempi necessari per completare la ricetta.

La trippa racconta una parte importante della storia della cucina italiana: quella della creatività domestica, del risparmio e della capacità di trasformare ingredienti semplici in piatti ricchi di sapore. In passato era spesso associata ai mercati popolari, alle osterie e alle tavole familiari. Oggi sopravvive nelle ricette regionali e nella cucina di molti ristoranti, mantenendo vivo un legame con le tradizioni locali.

Come celebrare il 24 ottobre? Basta riscoprire una ricetta della propria regione, chiedere a un familiare come veniva preparata un tempo oppure assaggiare una variante mai provata. Perché la trippa può dividere i commensali in due categorie — chi la ama e chi preferisce non sapere da dove proviene — ma riesce ancora a portare in tavola un pezzo autentico di storia gastronomica. E pare anche che qualcuno abbia riscritto la nota canzone napoletana… Ma tu vulive ‚a trippa ‚a trippa, ‚a trippa Cu ‚a pummarola ’ncoppa ‚a trippa e niente cchiù  😉

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