von fpm 21.10.2026 13:30 Uhr

Chiesette di montagna (15)

Flavio Pedrotti Móser invita ad escursioni meditative e rilassanti in atmosfere alpestri.

Foto wikipedia, elab gif Flavio Pedrotti Móser

La chiesetta di Sant’Anna in Bosco a Roncegno immersa nel verde dei boschi che circondano Roncegno Terme, in Valsugana, è uno di quei piccoli luoghi di culto alpini nei quali la fede popolare si intreccia con la vita contadina, la memoria familiare e il paesaggio montano. La sua posizione appartata, circondata da un bosco di faggi, le conferisce un’atmosfera raccolta e silenziosa, ideale per una sosta durante una passeggiata. La cappella è legata soprattutto alla devozione verso sant’Anna, madre della Vergine Maria e figura tradizionalmente invocata come protettrice delle madri, delle famiglie e delle generazioni. La storia della chiesetta risale al 1837, quando la famiglia Pacher ne promosse la costruzione come adempimento di un voto. Il piccolo edificio nacque quindi da un gesto di fede privata, espressione di quella religiosità concreta che caratterizzava molte famiglie delle comunità montane trentine.  Nel mondo rurale dell’Ottocento, costruire una cappella votiva significava affidare alla protezione divina la famiglia, il lavoro nei campi e la vita quotidiana, in un’epoca in cui malattie, incidenti e difficoltà economiche potevano mettere a dura prova l’esistenza delle persone. La chiesetta non era soltanto un luogo per pregare: rappresentava anche un segno tangibile della riconoscenza e della fede di chi l’aveva voluta.

La storia dell’edificio fu segnata drammaticamente dalla Prima guerra mondiale. Come accadde a numerose costruzioni del territorio trentino, anche la cappella di Sant’Anna venne distrutta durante il conflitto. La sua ricostruzione avvenne soltanto alcuni decenni più tardi: la nuova chiesetta fu infatti edificata sulle macerie della precedente nel 1942-1943 e benedetta nel 1943. Questa vicenda conferisce al luogo un significato particolare: la cappella che oggi si incontra nel bosco è anche testimonianza della volontà della comunità di recuperare, dopo le devastazioni della guerra, un piccolo simbolo della propria identità religiosa e culturale. La dedicazione a sant’Anna richiama una delle figure più amate della tradizione cristiana. Secondo la tradizione, Anna è la madre di Maria e la nonna di Gesù. Pur non essendo descritta nei Vangeli canonici, la sua figura è diventata nei secoli un importante riferimento della devozione popolare. Sant’Anna è tradizionalmente invocata come protettrice delle madri, delle donne in attesa di un figlio e delle famiglie. La sua festa ricorre il 26 luglio, data che in molte comunità alpine era occasione di celebrazioni religiose e momenti di incontro tra gli abitanti. Anche a Roncegno la cappella conserva il legame con questa devozione, inserendosi nella rete di piccoli luoghi sacri che punteggiano i boschi e i pendii della Valsugana.

La cappella si trova nella zona di Auseri, in un contesto boschivo che contribuisce intimo. Il paesaggio non è un semplice sfondo: il silenzio del bosco e la distanza dall’abitato evocano la tradizione delle piccole cappelle rurali, raggiunte a piedi durante le attività quotidiane o nelle occasioni di preghiera. È un luogo nel quale architettura religiosa, memoria familiare e paesaggio si fondono in un racconto discreto: quello di una fede che, anche dopo le ferite della storia, ha cercato di ritrovare il proprio spazio tra gli alberi.

Una meta per gli escursionisti: la chiesetta può diventare una piacevole tappa di una passeggiata nei dintorni di Roncegno Terme, tra masi, boschi e sentieri montani. La zona si presta a un turismo lento, fatto di soste e osservazione del paesaggio.

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