von fpm 16.10.2026 13:00 Uhr

Le Càneve di Cembra: il 17 ottobre si aprono le porte della tradizione

La Val di Cembra si prepara a vivere una giornata all’insegna dei sapori, della cultura contadina e dell’ospitalità trentina.

(Immagine IA) elab grafica fpm

Sabato 17 ottobre 2026 tornano le Càneve di Cembra, un’occasione per scoprire gli ambienti tradizionali del borgo, le antiche cantine scavate nella roccia e il legame profondo tra la comunità locale e la viticoltura. Le càneve, termine dialettale che indica le cantine, rappresentano una parte importante della memoria del territorio: luoghi freschi e riparati, un tempo destinati alla conservazione del vino e delle provviste, oggi capaci di raccontare storie di famiglia, lavoro e convivialità. L’edizione 2026, la tredicesima, propone una cena itinerante tra le caneve e gli avvolti del centro storico di Cembra, con otto tappe gastronomiche, degustazioni e intrattenimento musicale. Il percorso permette di assaporare i prodotti della valle incontrando i produttori e scoprendo angoli caratteristici del paese.

Tra gli abbinamenti in programma: Trento DOC con crostone e tartare di Carne Salada del Trentino IGP. Müller Thurgau con polenta e tosella. Gewürztraminer con mezze maniche Felicetti, burro alle erbe e Trentingrana. Schiava (S’ciava) con würstel e crauti. Pinot Nero con minestra autunnale di farro. Lambrusco di Sorbara o Grasparossa con tigelle e crescentine farcite. Biscotti artigianali e liquori alla frutta. Grappa trentina e strauben con marmellata, preparati secondo la tradizione delle nonne di Cembra. La festa sarà accompagnata da musica folk, rock e jazz, cori, danza e iniziative artistiche. Sono previste anche una mostra di sculture e la Caneva Escape, un gioco a enigmi per gruppi di partecipanti.

Sono previsti complessivamente circa 1.000 posti, con disponibilità suddivisa nelle diverse fasce orarie: è quindi consigliabile prenotare per tempo. Càneve en Festa è molto più di una degustazione: è un invito a entrare nella storia di Cembra, dove il vino racconta il lavoro dei vignaioli, le cantine custodiscono la memoria delle famiglie e ogni piatto diventa un’occasione per stare insieme. Una festa d’autunno in cui la tradizione non si osserva soltanto: si assapora, calice dopo calice.

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