Philipp Egger vince nuovamente

Il fotografo del Südtirol Philipp Egger prosegue la sua serie di successi internazionali. Con «Born of Silence», il venticinquenne ha vinto la categoria «Winged Life» del concorso BigPicture: Natural World Photography Competition della California Academy of Sciences di San Francisco. Al concorso sono state presentate più di 7.400 opere provenienti da 64 Paesi. Per Egger si tratta già del secondo riconoscimento consecutivo al BigPicture. Nel 2025 la sua fotografia «Dance of the Elements» aveva ottenuto il premio del pubblico; questa volta ha convinto la giuria internazionale di esperti, presieduta dalla fotografa naturalista Suzi Eszterhas. «Born of Silence» è stata realizzata in Vinschgau e mostra due giovani gufi reali a una distanza insolitamente ravvicinata. Mentre uno degli uccelli richiama con il becco aperto, suo fratello appare quasi completamente immobile e tranquillo. Grazie alla composizione molto ravvicinata dell’immagine, per un istante i due animali sembrano fondersi in un’unica figura. «Mi interessano quei rari momenti in cui la natura rivela qualcosa di sé che normalmente rimane nascosto al nostro sguardo», racconta Egger. Le sue opere si collocano volutamente tra documentazione naturalistica e arte. Al centro non c’è soltanto il soggetto, ma il momento particolare in cui luce, movimento e comportamento producono un effetto quasi astratto.
L’attuale vittoria si aggiunge a una notevole serie di riconoscimenti internazionali. Nel 2025 Egger aveva vinto con «Shadow Hunter» la categoria «Animal Portraits» del prestigioso Wildlife Photographer of the Year del Natural History Museum di London. La fotografia era stata realizzata dopo quattro anni di osservazione di un sito di nidificazione del gufo reale in Südtirol. Sono seguiti altri riconoscimenti, tra cui quelli al Bird Photographer of the Year, ai Glanzlichtern der Naturfotografie in Germania, al Memorial MarÃa Luisa in Spagna e, da ultimo, agli International Photography Awards di Los Angeles. Qui, pochi giorni prima della vittoria al BigPicture, è stata premiata «Cathedral of Vanishing Ice», una fotografia di una grotta glaciale che nel frattempo non esiste più. Per quanto diversi siano i soggetti di Egger – dai gufi reali e dai martin pescatori ai galli cedroni e ai fossili, fino ai ghiacciai e ai paesaggi dell’Ätna – tutti sono accomunati da un linguaggio fotografico riconoscibile. Silenzio, caducità , selvatichezza e trasformazione ritornano continuamente.
Le opere di Egger sono state ormai esposte in mostre internazionali, tra l’altro a London, New York, Hongkong e San Francisco. Il punto di partenza rimane tuttavia il Südtirol: cresciuto a Prad am Stilfserjoch, il fotografo torna per molti dei suoi progetti negli stessi luoghi per mesi o addirittura per anni. Con «Born of Silence» due giovani gufi reali si incontrano, mentre «Shadow Hunter» mostra un singolo uccello emergere dall’oscurità . Due immagini completamente diverse, eppure caratterizzate dalla stessa impronta artistica.
A 25 anni, Egger è ormai andato ben oltre i singoli successi nei concorsi. Le sue immagini vengono premiate ed esposte in diversi continenti. Ciò che rimane sempre riconoscibile è il suo particolare sguardo sulla natura: come realtà e, allo stesso tempo, come qualcosa che per un istante appare quasi irreale.






