Giornata dell’Autonomia a Merano

Glii ospiti invitati hanno iniziato ad arrivare  alla Kurhaus fin dalle prime ore del mattino. Alla cerimonia di benvenuto erano presenti anche la banda municipale e rappresentanti di associazioni e organizzazioni di Merano, oltre a numerosi cittadini che e ai rappresentanti dei media che si sono assiepati sulla Kurpromenade.
Il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, è giunto al Kurhaus con la sua delegazione. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, il commissario del Governo Maddalena Travaglini e la sindaca di Merano Katharina Zeller lo hanno accolto davanti al Kurhaus.  Successivamente è arrivato il presidente federale austriaco Alexander Van der Bellen insieme alla moglie Doris Schmidauer. Il presidente federale ha raggiunto il Kurhaus a piedi lungo la Kurpromendade.
I due Capi di Stato sono poi entrati insieme nelal Kurhaus. Dopo la presentazione delle delegazioni ale ore 11.00ha avuto inizio la cerimonia ufficiale,
Kompatscher: Euregio, un'Europa nell'Europa
La cerimonia è stata aperta dagli inni nazionali italiano e austriaco. Dopo un intermezzo musicale dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento con il violinista Julian Kainrath, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha rivolto il suo discorso ai due Capi di Stato e agli ospiti della cerimonia.
Nel suo intervnento, Kompatscher ha ricordato come l’Accordo del 1946, inizialmente vissuto con delusione per il mancato ritorno deò Sudtirolo all’Austria, abbia comunque aperto la strada a una lunga stagione negoziale culminata nel Pacchetto del 1969 e nel secondo Statuto di Autonomia. Proprio l’intesa di Parigi ha fissato i pilastri della tutela delle minoranze: scuola nella madrelingua, bilinguismo paritario, pari opportunità nelle cariche pubbliche e solide competenze legislative e amministrative.
Oggi queste garanzie tutelano i tre gruppi linguistici e hanno favorito una forte crescita economica: «Per noi Autonomia significa responsabilità », ha ribadito il presidente provinciale, evidenziando come la convivenza si sia trasformata in collaborazione e rispetto reciproco.
Guardando avanti, la priorità resta difendere ed evolvere l’autogoverno nel solco dello Stato di diritto, della diplomazia e del compromesso. All’interno della cornice europea e dell’Euregio, l’obiettivo è realizzare una «piccola Europa nell’Europa»: un Sudtirolo consapevole delle proprie radici storiche, aperto al mondo, plurilingue e fiducioso nel futuro.
Van der Bellen: L’Austria continuerà ad essere potenza tutrice
Nel suo discorso, il Presidente federale Alexander Van der Bellen ha tracciato il percorso del Sudtirolo da territorio di scontro a modello europeo di convivenza, tutela minoritaria e cooperazione transfrontaliera.
Da tirolese legato alla Kaunertal, Van der Bellen ha definito il Sudtirolo «una storia di successo, un simbolo della nostra Europa unita» che oggi funge da solido ponte tra Roma e Vienna: le relazioni bilaterali italo-austriache non sono mai state «così strette e amichevoli».
A ottant’anni dalla storica intesa Degasperi-Gruber, i tre gruppi linguistici sudtirolesi vivono in pace e prosperità grazie a decenni di dialogo paziente, sostenuto poi da tappe cruciali come la chiusura della vertenza all’ONU, l’ingresso nell’Unione europea, Schengen e la nascita dell’Euregio.
Guardando al presente e al domani, il Presidente federale ha ricordato come la via del compromesso resti essenziale per custodire ed evolvere l’Autonomia. L’Austria, ha assicurato, continuerà a svolgere con lealtà e senso di responsabilità la propria funzione di potenza tutrice, fedele allo spirito di Karl Gruber e di Alcide Degasperi.
Mattarella: Modello di integrazione - Le potenzialità dell'Euregio
L’Autonomia del Sudtirolo è un patrimonio condiviso, prezioso per Italia e Austria, da salvaguardare e promuovere, come avvenuto con la recente riforma satutaria. Il Presidente italiano Mattarella ha ricordato il valore storico dell’intesa Degasperi-Gruber: l’opera coraggiosa di due statisti che seppero risolvere la questione sudtirolese non con un banale compromesso, bensì creando un modello internazionalmente riconosciuto. L’accordo sancì il principio fondamentale per cui nessuno deve sentirsi straniero a casa propria, tutelando le minoranze tedesca e ladina ben oltre la rigida sovrapposizione tra confini geopolitici ed etnici, in piena coerenza con i valori costituzionali italiani.
Ripercorrendo il cammino democratico comune, Mattarella ha tracciato le tappe salienti dell’autogoverno: dalla questione delle ri-opzioni al primo Statuto di Autonomia regionale, fino alla chiusura della vertenza all’ONU nel 1992, ricordando con gratitudine figure decisive come Silvius Magnago e Alcide Berloffa.
„Si è trattato della vittoria della diplomazia sulle contrapposizioni. l modello derivante da quel metodo, internazionalmente apprezzato, di soluzione delle controversie e di protezione delle minoranze etniche e linguistiche, fa oggi del Sudtirolo un esempio di convivenza e di integrazione“, ha aggiunto infine Mattarella, riferendosi anche alle potenzialità dell’Euregio
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