Le fonti d’inquinamento degli ambienti indoor

Le immissioni rappresentano l’aria che respiriamo all’aperto, in luoghi come strade e parchi, per emissioni si intende l’aria proveniente direttamente da una fonte specifica, come un camino o un inceneritore, l’aria degli ambienti di lavoro che può essere anche pesantemente condizionata dalle attività (per esempio industriali) e aria dei luoghi indoor. Secondo l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, gli ambienti indoor sono definiti come „ambienti confinati di vita e di lavoro non industriali“: essi comprendono case, uffici, scuole e mezzi di trasporto e sono quindi gli ambienti in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo. Ognuno di questi ha specifiche legislazioni e limiti (sanitari, professionali, ecc.) che riguardano l’inquinamento, ovvero contaminazioni che modificano le caratteristiche dell’aria che respiriamo.
L’inquinamento può essere di origine naturale, in minima parte, ma la principale causa è l’uomo. L’inquinamento negli ambienti indoor è legato agli arredi, come i mobili in legno trattati con colle o vernici a base di resine sintetiche, poiché liberano formaldeide (un gas cancerogeno), alle attività umane, che producono inevitabilmente anidride carbonica, che in alte concentrazioni determina un calo di concentrazione, e al terreno, che libera radon. Una corretta ventilazione permette di ovviare i problemi legati a questi inquinanti, ma dove non è possibile è opportuno e talvolta necessario intervenire con operazioni mirate per garantire la salute di tutti.
Il radon ha un’emivita di circa quattro giorni, e le particelle alfa liberate sono particolarmente dannose per i polmoni: il radon è per questo la seconda causa di tumore ai polmoni, dopo il fumo. Poiché è un gas nobile, il radon non può essere percepito dai sensi: vengono quindi effettuate misurazioni tramite dosimetri nei luoghi più a rischio, come i locali nei piani a contatto con il terreno, ed esistono leggi di radioprotezione apposite, ovvero norme che riguardano tutti gli ambienti e posti di lavoro a rischio di radiazioni. Le zone a rischio, basate sulle misurazioni effettuate in tutta la Provincia, sono riportate su una mappa consultabile sul sito web dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima






