von fpm 28.08.2026 10:00 Uhr

28 agosto 1926: 100 anni fa nasceva il patriota sudtirolese Luis Amplatz

Attivista BAS della prima ora e fedelissimo di Sepp Mitterhofer, Luis Amplatz era in contatto con tutti i gruppi del Befreiungsausschuss Südtirol e lottò per l’autodeterminazione del Südtirol a fianco di Jörg Klotz, Sepp Keschbaumer e altri patrioti.

(foto STF) elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Nel settembre del 1964, in Passirtal, in una malga, la Brunneralm, sopra Saltaus, Luis Amplatz, figura storica della lotta per la liberazione del Südtirol degli anni Sessanta, viene ucciso mentre dormiva da tre proiettili sparati da una Beretta calibro 9. Il suo compagno, Jörg Klotz, rimane solo ferito. Il killer è un austriaco, Christian Kerbler, agente dei servizi segreti italiani. Fu ucciso a sangue freddo nel sonno e divenne così vittima di un vile attentato. Il suo compagno Jörg Klotz, gravemente ferito, riuscì a mettersi in salvo raggiungendo la parte libera del Tirolo. Amplatz era un tirolese profondamente legato alla propria terra. Fin dalla prima infanzia dovette assistere agli effetti della politica di repressione fascista che, dopo aver fatto abbattere migliaia di alberi da frutto, portò alla realizzazione della zona industriale. Questo episodio contribuì a far maturare rapidamente il giovane di Gries e a far nascere in lui la volontà di resistere. A causa delle sue attività, Amplatz fu condannato dallo Stato italiano a pene molto severe, ma non venne mai catturato. Era convinto fin da giovane che soltanto una protesta violenta, capace di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, avrebbe potuto portare a una soluzione della questione sudtirolese.

Il nome dell’eroe della libertà Luis Amplatz e il suo impegno disinteressato continueranno a essere ricordati con onore finché esisteranno tirolesi. Il patriota pagò con la vita il suo amore per la propria terra. Non a caso, sulla sua lapide si legge: «… grüß mir die Heimat, die ich mehr als mein Leben geliebt“! salutami la patria, che ho amato più della mia stessa vita».

Oggi, per rivendicare la libertà del Südtirol, è possibile esprimere le proprie posizioni attraverso strumenti legali e democratici. Negli anni Sessanta questo non era possibile. Fu proprio la lotta per la libertà a costringere l’Italia a sedersi al tavolo delle trattative.

È un segno di solidarietà e di riconoscimento ricordare un eroe, uno Schützen che ha scarificato la propria vita per la liberazione di una terra invasa, occupata e annessa ad uno Stato considerato estraneo. Anche il Welschtirol si unisce ai fratelli sudtirolesi e a quanti hanno nel cuore la libertà di un popolo nel giorno della nascita di un esponente così importante della lotta di liberazione. Du bist in unseren Herzen, Luis, und wirst es für immer sein. 

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