von fpm 23.08.2026 10:00 Uhr

Spettacoli & dintorni

Novità nel panorama culturale dell’altogarda con un omaggio a Bertolt Brecht: appuntamento a Riva e Arco con Die Dreigroschenoper ,«L’opera da tre soldi»

(Immagine: IA) elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Con Die Dreigroschenoper «L’opera da tre soldi», Bertolt Brecht e Kurt Weill costruiscono uno degli spettacoli più originali e provocatori del teatro musicale del Novecento. Scritta nel 1928, l’opera conserva ancora oggi una sorprendente capacità di parlare al presente, grazie a una storia in cui criminalità, affari, potere e rispettabilità si confondono fino a diventare quasi indistinguibili. Ambientata in una Londra volutamente immaginaria, la vicenda mette al centro personaggi ai margini della società, ma proprio attraverso di loro Brecht rovescia le convenzioni del teatro tradizionale. Non ci sono eroi nel senso classico del termine: ciascuno agisce seguendo il proprio interesse e cerca di sopravvivere in un sistema nel quale la morale sembra essere soltanto una questione di convenienza. È questa una delle principali forze dell’opera: dietro la rappresentazione grottesca e ironica emerge una critica lucida a una società nella quale il denaro finisce per stabilire il valore delle persone e delle loro azioni. Fondamentale è il rapporto tra parola e musica. Le composizioni di Kurt Weill, con la loro mescolanza di cabaret, jazz, melodie popolari e atmosfere teatrali, non si limitano a sostenere la narrazione, ma contribuiscono a creare distanza e riflessione. Le canzoni interrompono il fluire della vicenda, commentano ciò che accade e costringono lo spettatore a non lasciarsi coinvolgere passivamente. È uno dei tratti più caratteristici della poetica brechtiana: il teatro non deve soltanto emozionare, ma anche interrogare.

Ed è proprio questa capacità di mettere lo spettatore davanti alle proprie contraddizioni a rendere «L’opera da tre soldi» ancora attuale. Le domande sollevate da Brecht sul rapporto tra legalità e criminalità, ricchezza e povertà, potere e morale non appartengono soltanto alla Berlino degli anni Venti. Al contrario, continuano a interrogare una società nella quale il confine tra ciò che è legale e ciò che è giusto non sempre coincide. Anche l’ironia svolge un ruolo decisivo. Brecht non propone una denuncia semplicemente drammatica: sceglie il sarcasmo, il paradosso e il grottesco. Si ride, ma è un riso spesso scomodo, perché dietro la comicità affiora il riconoscimento di meccanismi sociali tutt’altro che lontani. A quasi un secolo dalla sua prima rappresentazione, «L’opera da tre soldi» dimostra dunque di non essere un’opera confinata alla storia del teatro. La sua forza sta nella capacità di unire spettacolo e critica, musica e riflessione, intrattenimento e inquietudine. È un’opera che non offre risposte rassicuranti, ma lascia allo spettatore una domanda fondamentale: in una società governata dal denaro e dal potere, quanto è davvero sottile il confine tra il rispettabile e il criminale?

Lo spettacolo proposto a Riva e Arco è proposto in forma di concerto teatrale e vede protagonista la Camerata musicale città di Arco, diretta dal maestro Martino Ruggero Dondi. I brani sono interpretati in lingua originale da Mirjam Gruber, Michael Feichter, Alberto Marcello e Ginevra Salvaggio, con la partecipazione dell’attrice Erica Zambelli, che guida il pubblico attraverso la narrazione in italiano. Il progetto è ideato e realizzato sotto la direzione artistica di Nicola Ulivieri. Le due première saranno venerdì 11 settembre nel salone delle feste del Casino municipale ad Arco (l’inizio sarà alle ore 21) e domenica 13 settembre nella sala auditorium della Comunità di vale a Riva del Garda (ore 19).

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