Un frutteto sostenibile e innovativo

Con le porte aperte al frutteto di Denno, in valle di Non, si è chiuso ierl calendario degli incontri tecnici estivi organizzati dalla Fondazione Edmund Mach per aggiornare il mondo agricolo sui risultati delle sperimentazioni condotte nel 2026 in ambito frutticolo e viticolo.
Appuntamenti che quest’estate hanno richiamato complessivamente alcune centinaia di agricoltori e operatori del settore, e in occasione dei quali gli esperti del Centro Trasferimento Tecnologico hanno aperto le porte delle aziende sperimentali, dalla Valsugana alla valle di Non passando per San Michele, dove si lavora ogni giorno per trovare soluzioni ai problemi che affliggono l’agricoltura e rendere più efficiente la gestione dei campi, anche tramite la tecnologia.
Dopo gli studi e le prove sperimentali sulle patologie fungine e gli insetti dannosi presentati a Spagolle a 120 frutticoltori, e le analisi sulla viticoltura biologica illustrate alla Fondazione Edmund Mach a oltre un centinaio di viticoltori, l’attenzione si è spostata sulla frutticoltura di montagna. Ieri, nel frutteto sperimentale di Denno con i suoi quattro ettari e mezzo di estensione, sono stati illustrati a un centinaio di operatori del settore gli ultimi studi agronomici sulla coltivazione del melo, con un focus approfondito sulla gestione agronomica delle varietà club, sull’architettura degli impianti e sui portinnesti.
«Giornate tecniche come questa sono fondamentali per la Fondazione Edmund Mach — ha evidenziato in apertura il direttore generale Riccardo Velasco, intervenuto all’evento insieme al dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico Maurizio Bottura — perché offrono l’opportunità di trasferire le conoscenze direttamente al mondo produttivo, trasformando i risultati di anni di studi e sperimentazioni in soluzioni pratiche per gli agricoltori. Il contatto con i produttori rappresenta il culmine della nostra attività quotidiana e l’obiettivo prioritario della nostra missione».






