von fpm 24.07.2026 10:00 Uhr

Teatro, altrove

Percorsi incrociati: un crocevia, un gioco di tracce e tracciati in movimento che si sovrappongono, frutto dell’incontro ogni volta diverso tra performer, musicisti locali e luogo.

(Foto CISC elab grafica Flavio Pedrotti Móser

Danzatori e musicisti interagiscono con il paesaggio del Parco delle Castate del Varone coinvolgendo direttamente gli spettatori e invitando chi li segue ad orientarsi, prendere una posizione e collocarsi all’interno degli spazi del Parco attraverso uno sguardo non ordinario.  Il movimento del corpo e il suono sono effimeri e fortemente legati alle dinamiche che creano nell’attimo; le loro tracce svaniscono ancora prima del loro compiersi. Come possono incidere il paesaggio? Come si lascia un segno tangibile del loro attraversamento? Che cosa vuol dire lasciare una traccia?  Percorsi Incrociati è una performance itinerante di danza contemporanea ideata e interpretata da Silvia Dezulian e Filippo Porro, artisti del collettivo trentino AZIONIfuoriPOSTO, con le musiche elettroniche originali eseguite dal vivo da Manuel Marocchi. Lo spettacolo nasce dalla volontà di trasformare lo spazio pubblico in un luogo di relazione, dove il paesaggio urbano diventa parte integrante della scena e il pubblico è chiamato a vivere un’esperienza immersiva.

L’opera non si svolge su un palcoscenico tradizionale, ma si sviluppa attraverso un percorso che invita gli spettatori a seguire i performer lungo strade, piazze e altri spazi aperti. Danzatori, musicista e pubblico condividono così lo stesso cammino, dando vita a un dialogo continuo tra movimento, suono e ambiente circostante. Al centro della performance c’è il concetto di traccia: come un corpo attraversa un luogo? Quali segni lascia il suo passaggio? I movimenti dei danzatori disegnano linee, incroci e percorsi che modificano temporaneamente la percezione dello spazio, ispirandosi anche alle incisioni dell’artista Tullio Pericoli, nelle quali il paesaggio prende forma attraverso una fitta rete di segni grafici.

Gli spettatori non sono semplici osservatori, ma diventano parte dell’azione. Seguendo i performer sono invitati a cambiare continuamente punto di vista, a scegliere dove collocarsi e a osservare il paesaggio con occhi nuovi. La città si trasforma così in una scenografia dinamica, nella quale arte e vita quotidiana si intrecciano.

Le loro creazioni mirano a ridefinire il rapporto tra corpo, paesaggio e comunità, trasformando luoghi di uso quotidiano in spazi di incontro, riflessione e scoperta. Questa performance sarà godibile il 25 luglio, alle 20.00 e alle 21:00 al Parco Grotta Cascata del Varone a Riva del Garda.

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