I Comuni trentini si festeggiano, ma dimenticano l’identità

A Riva del Garda, il Consorzio dei Comuni Trentini ha celebrato i suoi primi trent’anni di storia e di attività guardando alle sfide del prossimo decennio e ponendo al centro del confronto una serie di temi. Tra attualità e futuro. Una giornata di ascolto, confronto e proposta, dedicata al ruolo dei Comuni come presidio democratico, istituzionale e sociale dei territori alla presenza di amministratori locali, rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo del volontariato, delle categorie economiche e delle organizzazioni sindacali. Al centro il messaggio che ha accompagnato l’intero appuntamento: costruire assieme una “Forza Comune”, per un Trentino più forte.
I temi dedicati al rapporto tra territori e rappresentanze nazionali, il servizio del Consorzio a supporto degli enti locali e le priorità dei Comuni per il prossimo decennio hanno rappresentato il cuore degli interventi del presidente del Consorzio dei Comuni Trentini, Michele Cereghini, e del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Presenti anche l’Assessore provinciale alla Promozione della Conoscenza dell’Autnomia (e dell’Euregio!) Marchiori, e il Presicdente del Conisglio Provinciale.
E proprio Soini, nel suo intervento, ha messo in evidenza alcuni concetti secondo noi importanti: „Siete uno spaccato importante di storia della nostra comunità. Grazie a chi in questo lungo periodo ha lavorato per rafforzare la democrazia a livello locale e la nostra Autonomia, lo dico anche a partire dalla mia personale esperienza di sindaco e membro del C.a.l.. Grazie per avere accompagnato i nostri Comuni in un percorso virtuoso di servizio ai cittadini e di innovazione. Voglio ricordare che il 2026 segna anche gli 80 anni del Patto Degasperi-Gruber, fondativo di quella Autonomia di cui voi siete parte fondamentale“.
Quindi, riassumendo in poche parole chiave, i Comuni ed i Sindaci sono ambasciatori e portavoce della nostra storia, dell’identità delle nostre comunità e del nostro intero territorio, base e fondamento su cui poggia la nostra Autonomia, speciale in quanto speciale, e la nostra Terra.
Ed allora, PERCHE‘?
PERCHÉ nella foto ufficiale che celebra questo momento così importante, solenne e speciale, vediamo soltanto sindaci che si qualificano come rappresentanti del governo centrale romano e non quali capi delle proprie amministrazioni e quindi primi cittadini delle proprie comunità?
PERCHÉ un’intera platea di fasce tricolori e nemmeno un medaglione, quello previsto dalla normativa regionale e che, in occasioni come questa, sarebbe d’obbligo? C’era qualche Sindaco che indossava il simbolo giusto? E se c’erano, dove sono stati nascosti perché non „rovinassero“ la foto di gruppo?
E PERCHEì le massime autorità presenti in rappresentanza della Provincia Autonoma (il Presidente della Giunta Fugatti, il Presidente del Consiglio Provinciale Soini, oppure Marchiori, Assessore alla promozione dell’Autonomia e dell’Euregio — ma anche in questa occasione, di quella che rappresenta la nostra principale, anzi, probabolmente e la nostra sola via per il futuro, non ha parlato nessuno, almeno così risulta dal comunicato stampa – non hanno avuto e non hanno mai o nulla da dire al riguardo?
Se il buongiorno si vede dal mattino, allora anche questa giornata è stata tutta notte fonda…






