Lo schiaffo “tolomeico” (137)

La rubrica dedicata alla patologia di Ettore Tolomei, l’artefice della modifica dei toponimi tedeschi nei 116 Comuni südtirolesi e della quasi totalità della micro-toponomastica, prende avvio dall’annessione del Tirolo storico al Regno d’Italia dopo la Prima guerra mondiale quando vennero a crearsi i presupposti per una radicale politica di italianizzazione dopo la presa di potere fascista. I fascisti, con lo scopo dell’estraniazione culturale e sociale della popolazione autoctona, vietarono l’utilizzo della toponomastica tedesca. Fu così che nacquero neologismi per così dire bislacchi partoriti da menti malsane, corrose dal fanatismo italico che voleva soggiogare la popolazione tirolese cominciando dall’identità culturale. Il Tolomei redasse un elenco dei cognomi del Südtirol per restituire, secondo il suo punto di vista, una appartenenza “italica” con talvolta stramberie e stravaganze davvero parossistiche e anche evidenti scappatoie esilaranti, palesi scalate su specchi scivolosi.
Secondo gli studi onomastici, Pajer è una variante slava (ceca, slovacca o slovena) e ungherese dell’etnonimo germanico Bayer, cioè „bavarese“, „persona proveniente dalla Baviera“. In origine indicava quindi qualcuno originario della Baviera o discendente da coloni bavaresi stabilitisi nell’Europa centrale durante il Medioevo. Nelle regioni alpine dell’ex Impero asburgico erano frequenti cognomi di origine tedesca, ceca, slovena o croata, spesso modificati nel corso dei secoli dalla lingua locale e dalla trascrizione nei registri parrocchiali. Per questo non è raro trovare cognomi come Pajer, Payer, Paier, Pojer o Majer nelle stesse aree geografiche. Tolomei lo aveva intuito ed ecco che allora lo italianizzò con Bavaresi o Bàvari. Palfrader è tipicamente tirolese e si trova quasi esclusivamente in Südtirol e nel Tirolo austriaco. È noto anche grazie all’attore e cabarettista austriaco Robert Palfrader, la cui famiglia proviene dalla zona di St. Vigili in Enneberg. Non esiste una spiegazione definitiva e universalmente accettata del cognome, ma gli studiosi dei cognomi tirolesi tendono a ricondurlo a un nome di maso (Hofname), cioè il nome di una fattoria o proprietà rurale che in seguito è diventato cognome ereditario. Presso Saalen in Pustertal viene citato storicamente un Palfrader Hof e una locanda chiamata Oberpalfrad, il che suggerisce che Palfrad / Palfrader fosse già in origine un toponimo rurale. Rader / -frader potrebbe essere collegata a forme antiche ladine o bavaresi riferite a un dissodamento, una radura o un terreno agricolo. La prima parte Pal- potrebbe derivare da una voce prelatina, ladina o germanica legata a una caratteristica del luogo. Ed ecco l’italico Peraforada…
Pallhuber dal punto di vista etimologico, deriva dal medio alto tedesco hube o huoba, che indicava un podere agricolo di dimensioni sufficienti a mantenere una famiglia. Di conseguenza, Huber significava originariamente „proprietario“, „affittuario“ o „coltivatore di una hube“, quindi è probabile che Pallhuber significhi originariamente „il contadino/proprietario del maso Pall“ oppure „l’Huber del luogo chiamato Pall. Tolomei lo fa derivare dal latino “pala” e lo trasforma in Dallapala… (continua)






