Flächen. Critiche ai piani di ampliamento sul Tarscher Alm

I progetti per una nuova funivia che colleghi il Tarscher Alm a Latsch incontrano una crescente resistenza. Il Gruppo per la tutela dell’ambiente della Vinschgau e la Federazione ambientalista annunciano una mobilitazione congiunta contro il progetto. Secondo le due organizzazioni, l’iniziativa «non è né economicamente sostenibile né ecologicamente giustificabile». Inoltre, rischierebbe di provocare la distruzione di habitat alpini incontaminati. Alla base delle critiche vi sono i piani di ampliamento del comprensorio sciistico del Tarscher Alm tramite una nuova funivia. Secondo gli ambientalisti, tuttavia, il progetto avrebbe una reale sostenibilità economica solo se, in prospettiva, venisse realizzato un collegamento con la Schwemmalm. «Un simile megaprogetto comporterebbe costi di decine di milioni di euro e pesanti interventi sull’ambiente naturale. Oltre alla già fortemente sfruttata Flächen di Kuppelwies, verrebbero interessate soprattutto le aree estremamente sensibili tra la Vinschgau e la Ultental, che costituiscono importanti rifugi per specie animali e vegetali protette.»
«In un’epoca caratterizzata dal cambiamento climatico, dalla crisi della biodiversità , dalla crescente scarsità d’acqua, dall’overtourism, dalla piena occupazione e dalla carenza di alloggi, trasformare aree naturali incontaminate in un grande parco divertimenti turistico rappresenta una scelta del tutto anacronistica», afferma il Gruppo per la tutela dell’ambiente della Vinschgau. Secondo gli ambientalisti, il progetto richiederebbe enormi movimenti di terra per la realizzazione di nuove piste, la costruzione di bacini per l’innevamento artificiale, stazioni di pompaggio, una vasta rete di condotte e nuove strutture di ristorazione. Tutto ciò sarebbe sproporzionato rispetto ai benefici attesi.
Le associazioni ambientaliste chiedono quindi un ripensamento delle strategie di sviluppo regionale. Anziché valutare i progetti esclusivamente sulla base della fattibilità tecnica e della disponibilità di capitali provenienti da investitori esteri, ritengono che la sostenibilità ecologica e la responsabilità sociale debbano costituire il criterio prioritario.






