Magasa nonn cambia, ancora un Sindaco Venturini

Il comune di Magas ha scelto la sua nuova guida istituzionale. Nelle elezioni comunali che si sono svolte il 24 e 25 maggio 2026, la comunità locale — che conta una popolazione residente di circa 130 abitanti — è tornata alle urne facendo registrare un’affluenza definitiva del 61,72%, pari a 79 votanti effettivi.
La sfida a tre per la poltrona di primo cittadino ha visto il netto successo di Omar Venturini, candidato della lista civica „Progetto per Magasa“, che ha conquistato la vittoria con il 68,35% dei consensi (54 voti complessivi). Nettamente staccati gli altri due sfidanti alla carica di sindaco: Fabio Faustini, alla guida di „Patto per Magasa“, si è fermato al 22,78% (18 preferenze), mentre lo storico esponente d’opposizione Gianluigi Raineri, con la lista „Magasa nel Cuore“, ha ottenuto l’8,86% dei voti (7 preferenze).
Una curiosa continuità nel segno dei Venturini
L’esito delle urne, oltre a confermare i rapporti di forza politici in paese, ha ribadito una singolare traditione locale che prosegue ormai da molti anni. A Magasa, infatti, la poltrona di primo cittadino sembra essere indissolubilmente legata allo stesso cognome: Omar Venturini raccoglie il testimone lasciatogli dal sindaco uscente, il Cavalier Federico Venturini, che ha guidato l’amministrazione per i precedenti mandati consecutivi e di cui il neosindaco era già stato assessore al bilancio. Una continuità familiare e di vicinato che, in un borgo così piccolo, testimonia la fiducia riposta nei confronti della storica dinastia amministrativa locale.
Le radici storiche: il legame spezzato con il Tirolo e Trento
Per comprendere appieno la realtà di Magasa, occorre ricordare che il suo legame con il territorio trentino non è una recente rivendicazione, ma un fatto storico profondo. Il comune ha fatto parte per secoli del Tirolo e, dopo la prima guerra mondiale, è stato inserito ufficialmente nella provincia di Trento. Questa secolare appartenenza venne interrotta bruscamente solo nel 1934 (con Regio Decreto entrato in vigore all’inizio del 1935), quando il regime fascista impose il distacco della Valvestino dal Trentino per aggregarla alla provincia di Brescia. Quello attuale è dunque il tentativo di sanare una ferita geopolitica inferta d’autorità novant’anni fa.
Le sfide cruciali: l’aggregazione a Trento e il collegamento con Baitoni
Con l’insediamento della nuova giunta guidata da Venturini si riaccendono i riflettori sulle due storiche battaglie geopolitiche e infrastrutturali che condizionano da decenni il futuro del paese. La posizione del neosindaco ricalca una linea di forte pragmatismo montano: Venturini ha confermato il pieno sostegno istituzionale al tortuoso percorso per il ripassaggio formale del comune dalla Regione Lombardia alla Provincia Autonoma di Trento. Una scelta che rispetta il plebiscito del referendum del 2008 e che l’amministrazione non considera un capriccio identitario, ma l’unica via rimasta per riagganciare i servizi essenziali del Trentino e frenare il drammatico spopolamento della valle.
A questa partita si lega a doppio filo il progetto del tunnel Valvestino-Baitoni, l’opera viaria destinata a collegare i paesi della valle direttamente con la sponda trentina del Lago d’Idro. Venturini considera il traforo una priorità assoluta per spezzare l’isolamento geografico di Magasa. La realizzazione del tunnel permetterebbe infatti di connettere in pochissimi minuti il territorio ai principali assi viari, garantendo un accesso immediato ai presidi sanitari della vicina provincia e aprendo nuove e fondamentali prospettive di sviluppo economico e turistico per l’intera comunità valvestinese.






