von mas 23.04.2026 09:18 Uhr

Via la cittadinanza alle figure simboliche dell’ideologia fascista

Dopo quella riguardante Chiara Marchetto, ieri il Consiglio Regionale ha approvato anche la mozione presentata dalla Süd-Tiroler Freiheit (primo firmatario Sven Knoll): „Condanna del fascismo e revoca della cittadinanza onoraria di Benito Mussolini e di altre figure simboliche dell’ideologia fascista nei comuni della regione“

(Bild: STF)

Secondo la mozione presentata da Knoll, Atz Tammerle, Rabensteiner e Zimmerhofer, il Consiglio regionale nella richiesta della mozione dovrebbe: 1. Condannare esplicitamente qualsiasi glorificazione, banalizzazione o relativizzazione del fascismo. 2. Ribadire che il il regime fascista era una dittatura totalitaria criminale. 3. Incaricare il governo regionale di condurre un’indagine congiunta con i comuni per determinare dove esistono ancora cittadinanze onorarie per Mussolini o altri fascisti e dove strade o luoghi hanno denominazioni fasciste.  4. Incoraggiare i comuni a revocare tali cittadinanze onorarie e a rinominare i luoghi corrispondenti.

L’ascesa al potere di Mussolini  nel 1922 portò a una dittatura totalitaria con l’abolizione delle libertà fondamentali, la persecuzione politica e la repressione statale – ha dichiarato Knoll presentando la mozione –  Il fascismo fu caratterizzato da un nazionalismo estremo, dal principio del Führer e dalla subordinazione dell’individuo allo Stato. Dopo l’annessione del Tirolo Meridionale all’Italia, fu attuata una sistematica politica di italianizzazione: soppressione della lingua tedesca nelle scuole, nell’amministrazione e nella vita pubblica; scioglimento delle associazioni; rimozione dei rappresentanti democraticamente eletti; e italianizzazione forzata di toponimi, nomi di campi e cognomi. Anche la popolazione ladina subì una simile oppressione, la sua lingua fu denigrata e la sua identità culturale negata. L“Opzione‘ del 1939 costrinse decine di migliaia di sudtirolesi di lingua tedesca e ladina a emigrare o a rimanere sotto il regime fascista.

Anche in Trentino gli sviluppi democratici furono bloccati, gli oppositori politici perseguitati e le famiglie espropriate.

Numerose testimonianze architettoniche e simboliche sono ancora visibili oggi (ad esempio, il Monumento alla Vittoria e il bassorilievo di Mussolini a Bolzano, gli ossari in diverse città). Anche i nomi di strade e luoghi, così come le cittadinanze onorarie, risalgono all’epoca fascista. Benito Mussolini fu nominato cittadino onorario in molti comuni – una deliberata espressione di lealtà politica al fascismo. Un simile onore è in contraddizione con la democrazia, la dignità umana e lo stato di diritto. La sua revoca non dovrebbe essere intesa semplicemente come un atto simbolico, ma come un passo necessario per fare i conti con la storia – ha concluso il consigliere della Süd-Tiroler Freiheit

All’intervento di Knoll, ha fatto seguito la discussione, che si è protratta a lungo e che troviamo molto „interessante“: riportiamo infatti per intero il dettagliato comunicato del Consiglio Regionale.

Brigitte Foppa (Verdi) ha ricordato come il nome del padre fu italianizzato dal fascismo, ‚ora non si tratta di sradicare la storia ma non è nemmeno corretto mantenere delle cittadinanze onorarie a Mussolini. La mancata revoca avvenuta a Trento non la ritenevo possibile.

Andrea de Bertolini (Pd) ha detto che ’non ci si sono dubbi sull’autonomia dei Comuni ma una cittadinanza onoraria a Mussolini è un ossimoro, non c’è nulla qui legato all’onore. La mancata revoca di Trento è una offesa alla nostra comunità‘. Sandro Repetto (Pd)  ha detto che tutti i dittatori sono criminali, noi a Bolzano, in Comune, ci siamo battuti per cambiare la denominazione di strade e piazze‘.

Alex Ploner (Team k) ha detto che Trento ha compiuto un grave errore politico e ora qui in Consiglio si può dare un segnale chiaro. Christian Bianchi (Forza Italia) ha detto che la cittadinanza onoraria non è un semplice residuo del passato. Serve una memoria pubblica non selettiva, noi siamo dunque favorevoli ad eventuali revoche ma contro ogni totalitarismo‘. Luis Walcher (Svp) ha detto che la popolazione sudtirolese ha subito il processo di italianizzazione per mano del fascismo e la proposta di oggi va nella direzione di voltare le spalle alle dittature‘. Bernhard Zimmerhofer  (Süd Tiroler Freiheit) ha detto che l’Italia non si è mai scusata con il Sudtirolo per quanto è successo, lo ha fatto invece con la Libia e pure con l’Abissinia. Waltraud Deeg (Svp) ha detto che l’aula oggi sta mescolando diversi argomenti ma che sul tema principale occorre esprimere una presa di posizione molto precisa in tema di diritti e di democrazia. Eleonora Angeli (PATT-Fassa) ha detto di voler sostenere convintamente la mozione, come Chiara Maule (Campobase): che ha aggiunto come ci sia  il rischio che una  narrazione che relativizza finisca per penalizzare temi come questo.

Il tema della cittadinanza a Mussolini rischia di entrare in questo tipo di narrazione. Marco Galateo (Fdi) ha detto di essere per la libertà e per la democrazia, non abbiamo timore di condannare ogni tipo di fascisno e di totalitarismo e per questo abbiamo accettato di buon grado un emendamento che lo preveda in modo esplicito. Ma anche di voler chiedere una votazione per punti separati di questa mozione, non volendo qui sostenere azioni di revisionismo storico, andando a cambiare magari molti nomi di strade e piazze.

Franz Locher (Svp) ha detto che una cittadinanza onoraria a Mussolini non ha ragione di esistere, è incomprensibile,  anche a fronte di quello che ha dovuto subire la nostra gente durante il fascismo. Francesco Valduga (Campobase) io sono convinto che tutti i soprusi vadano condannati in modo incondizionato, ma la sinistra italiana è stata forza costitutiva della nostra Repubblica. Condanniamo tutti i totalitarismi ma non abbiamo intenzione di riscrivere la storia italiana. L’episodio legato al Comune di Trento, non può macchiare una storia di sicura resistenza.

Antonella Brunet (Noi Trentino) ha detto che il tema di oggi tocca corde profonde della nostra storia. Togliere la cittadinanza onoraria non è riscrivere la storia. L’emendamento che parla di tutti i totalitarismi mi pare essenziale in questa ottica‘. Stefania Segnana (Lega) ha notato come  ‚il nostro sia un approccio rigorosamente istituzionale. Questo dibattito ha messo in evidenza quanto la cultura dell’autonomia e il riconoscimento dei suoi valori siano diffusi. Voglio sottolineare quanto il tema dell’autogoverno, della storia e dei valori a essa intrinseci siano centrali per i trentini. La nostra autonomia è stata una conquista del popolo trentino. Chi è autonomista oggi, chi condivide gli ideali federalisti di ieri e di oggi, sa bene da che parte stare. Per questo voteremo la mozione‘.

Filippo Degasperi (Onda) ha detto ‚che l’emendamento che condanna tutti i totalitarismi depotenzia nei fatti il testo contro il fascismo. Maria Bosin (Patt) ha detto che il proprio gruppo voterà il testo così come emendato, con una discussione che ci ha permesso di ricordare le sofferenze il fascismo ha inflitto ai nostri territori. Lucia Maestri (Pd) ha detto ‚di avere oggi una lettura comune anche con chi sul piano politico, come il proponente la mozione, si pone di solito su un piano politico molto diverso. Va detto che il vulnus è nato nel consiglio comunale e il centrodestra in quel consesso di Trento si è comportato come sappiamo. Claudio Cia (Forza Italia) ha detto ‚che il proprio partito non deve giustificarsi perché non è nato né da una costola del partito comunista né da quello fascista. Noi non in Comune non abbiamo condiviso il modo in cui si è arrivati a quel voto‘.

Lucia Coppola (Verdi) ha notato che il dibattito sulla revoca delle cittadinanza a Mussolini è in corso e che quello che è accaduto a Trento non poteva passare inosservato.  Per molte ragioni sono soddisfatta che oggi si cerchi di porre rimedio a quanto è accaduto‘. Walter Kaswalder (Patt Fassa) ha replicato alla consigliera del Pd Maestri, che lo aveva tirato in ballo per alcune citazioni passate sul fascismo, citando ‚le vittime del totalitarismo di altra parte politica, citando anche quello accaduto in alcune regioni italiane negli anni di cui oggi si è discusso ampliamente‘. Andreas Leiter Reber (Misto) ha detto che ‚quello di condannare i totalitarismi è un nostro compito preciso di noi consiglieri ma abbiamo qui dei colleghi che faticano a distanziarsi dalla storia passata dei loro partiti. Siamo tutti d’accordo che certe cittadinanze onorarie vanno revocate ma a me preoccupano di più i fascismi che anche oggi vivono in Europa‘.

A nome della giunta Arno Kompatscher ha detto che la discussione di oggi appare bizzarra, ‚visto che siamo nel 2026 ed è triste che ci si trovi ancora a parlare di questo tema. La cittadinanza di Mussolini si sarebbe potuta togliere subito, nel dopoguerra. Ora noi faremo un atto che poi i Comuni potranno o meno recepire, credo sia poco, ma almeno non ci esprimiamo contro o a favore di un solo totalitarismo, senza relativizzare. Dare colpa ad uno o all’altro oggi è comportarsi proprio come fece il fascismo. Non voteremo a favore delle premesse ma diciamo sì al dispositivo della mozione. Lo facciamo guardando al futuro e non al passato‘.

Il proponente Sven Knoll (Sud Tiroler Freiheit) ha detto ‚che la maggioranza ha deciso di non votare le premesse della Mozione che arrivano dall’opposizione e di reputare questa scelta come una sorta di foglia di fico. Oggi comunque l’aula ha dato una dimostrazione che su un tema come questo ci si può trovare d’accordo. Andrea de Bertolini (Pd) ha fatto notare che il concetto di cittadinanza onoraria a Mussolini può sottendere una sorta di apologia di quegli anni. Noi non faremo distinzioni e voteremo integralmente il documento‘. Stessa osservazione ribadita anche da Chiara Maule (Campobase) che ha detto di non comprendere le osservazioni sulla premessa fatte dal presidente Kaswalder.

Anna Scarafoni (Fdi) ha detto di volersi prendere il merito di aver allargato il documento a tutti i totalitarismi, non già al solo fascismo. Il collega Knoll ha poi negato che sia di Fdi il merito dell’emendamento assegnando invece alla consigliera Deeg, autrice dell’emendamento in questione. Christian Bianchi (Forza Italia) ha detto che il finale va a rovinare una bella discussione visto che comunque si darà una indicazione precisa sul tema. Il principio è stabilito e questo è molto importante. Il presidente Kompatscher ha voluto aggiungere che non è bello che ora si voglia dare delle pagelle di antifascismo, ora si sta a speculare se si votano o meno le premesse.  La tradizione parlamentare in Provincia di  Bolzano vuole che noi non votiamo mai le premesse che arrivano dall’opposizione, in termini generali, la Svp è stata fondata da persone che sono state nel ‚lager‘.

 

La votazione: le premesse, nonostante le indicazioni, sono state votate in modo favorevole 28 si  a 26 no. La parte emendata è stata votata all’unanimità.

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