Nén a teatro

“Questa terra selvaggia parla una lingua misteriosa che insegna un dubbio perturbante, o una fede così dolce, così serena e solenne che solo grazie ad essa l’uomo può riconciliarsi alla natura”. (P.B.Shelley). Una creatura che resistendo cerca la poesia della sua esistenza, uno spazio tra i contrasti che la abitano dentro e fuori, immaginandosi diverso, immaginandosi più in alto.
Così evade nell’immaginazione di sé stesso, ancorato alle radici della sua esistenza momentanea ambisce alla forma unica del mondo attorno a lui, nella vitalità di un giovane capriolo, nella stabilità di un abete, nello sguardo beato di un vecchio, nella fatica del lavoro. L’amore più grande di un posto che sembra non darne, prende vita tra le dolci e delicate armonie della tradizione canora dei canti di montagna, raccontandola alla luce notturna di ciò che tutto può essere.
I ricordi d’infanzia dell’artista, ambientati tra i monti del Trentino, scorrono sulle armonie dei cori di montagna. Canti tramandati con rispetto quasi religioso da un popolo taciturno che nella chiusura del suo silenzio, riesce a raccontarsi tramite il canto. Il contrasto tra l’aspro del paesaggio e la poesia del canto diviene anima stessa del luogo, tra pendii dolci e pareti frastagliate, in una spiritualità intrinseca alla montagna per sua stessa natura, in una dimensione che trova pace nella ritualità del rapporto simbiotico con la terra.
Venerdì, 24 Aprile, alle 20.00 a Pergine – Teatro Comunale






