von fpm 15.04.2026 13:30 Uhr

1525-2025: cinquecento anni fa le rivolte contadine (25)

Nell‘ambito delle rivolte contadine che interessano tutta l‘Europa centrale, va ricordata quella del 1525-26, la “guerra dei contadini” guidata da Michael Gaismayr.

Elab grafica Flavio Pedrotti Móser

L’Archivio della storiografia trentina offre una interessante documentazione di Salvatore Piatti: L’insurrezione contadina del 1525 nel perginese.  Una guerra che coinvolge insorti tirolesi, i quali danno vita ad una sorta di costituzione ante litteram, gli “Articoli di Meran “, diffusi in tedesco e in italiano, una carta di grande tensione democratica, con affermazioni anticipatrici di autonomismo.  L’espressione tradizionale di guerra rustica per indicare l’insurrezione dei contadini avvenuta nel 1525 nel Trentino può essere fuorviante in quanto si trattò di una ribellione breve e disorganica. La guerra è guidata da un capo o da un comando militare unificato, è un’azione o un complesso di azioni organizzate ed è combattuta da uomini armati. Ma l’insurrezione, o ribellione, del 1525 nel Trentino non aveva un capo riconosciuto, non ebbe mai una vera organizzazione e gli uomini che vi parteciparono erano armati solo in via eccezionale; la quasi totalità dei partecipanti avevano quelle armi che oggi si direbbero improprie. Gli storici tradizionali di Pergine e del Perginese o non hanno parlato o ne hanno parlato solo sbrigativamente e non sempre con esattezza.

La Dieta si chiuse il 21 luglio 1525 e l’arciduca Ferdinando accettò solo alcune delle richieste contenute negli articoli conclusivi della Dieta di Meran. Così nacque un nuovo statuto del paese (Landesordnung) che portò sì vantaggi ai contadini, ma esso era ben lontano dal soddisfare i loro desideri e le loro richieste. Una „Landesordnung“ (ordinanza regionale) è una fonte giuridica dell’inizio dell’età moderna che copre il territorio più ampio possibile ed è creata con la partecipazione dei ceti sociali: nobiltà, clero, borghesia e contadini. Le norme in essa contenute abbracciano una vasta gamma di settori del diritto civile e penale, ma affrontano solo i punti controversi e insufficientemente regolamentati nel diritto consuetudinario, prevalentemente tramandato oralmente Né Ferdinando I né i signori ecclesiastici erano soddisfatti della costituzione provinciale del 1526 e della relativa „Ordinanza del Clero“. Appena tre anni dopo la sua promulgazione, la nobiltà e il clero, in particolare, chiesero modifiche agli Stati Generali. Queste richieste riguardavano principalmente le disposizioni relative al sistema feudale, sorto in seguito alla Guerra dei Contadini e che aveva migliorato la posizione giuridica dei contadini, nonché le leggi sulla caccia e sulla silvicoltura. Nel 1529, una commissione composta da due rappresentanti per ogni Stato si mise al lavoro per rivedere la costituzione.

Alcune concessioni a borghesi e contadini in materia di sistema feudale furono revocate. Tuttavia, le principali modifiche e aggiunte riguardavano il „buon governo“, l’ordine e l’amministrazione della vita pubblica attraverso l’Ordine degli Stati Generali e i valori cristiani.

I rappresentanti dei contadini e delle città, in quanto principali soggetti interessati, ebbero probabilmente un ruolo significativo in questi cambiamenti. La costituzione statale fu pubblicata nel dicembre del 1532. (continua)

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